Ddl concorrenza. Parafarmacie a Federfarma: “Categoria ad un bivio, serve confronto”

Ddl concorrenza. Parafarmacie a Federfarma: “Categoria ad un bivio, serve confronto”

Ddl concorrenza. Parafarmacie a Federfarma: “Categoria ad un bivio, serve confronto”
Così il presidente della Federazione nazionale parafarmacie commenta l'approdo del ddl in Parlamento. Gullotta sottolinea di essere "pronto al confronto", chiedendo però chiarezza a Federfarma. "La crisi delle farmacie non è certo causata dalla liberalizzazione del farmaco sop/otc mentre solo il 15% delle parafarmacie appartiene alle grandi catene di distribuzione".

"All'indomani dell'approdo in Parlamento del ddl concorrenza il sistema farmacia si trova ad un bivio importante per questo serve al più presto un confronto con l'intera categoria su un obiettivo comune: la valorizzazione della professione". E' quanto dichiara il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta.

"Siamo pronti al confronto, ma serve innanzitutto chiarezza: continuare a dare dati sbagliati così come fa Federfarma è deontologicamente scorretto – ha detto Gullotta -. La crisi delle farmacie non è certo causata dalla liberalizzazione del farmaco sop/otc (il 92,5% dei farmaci da banco continua ad essere dispensato attraverso il canale farmacia) mentre solo il 15% delle parafarmacie appartiene alle grandi catene di distribuzione. E tuttavia, quando Federfarma parla di crisi della categoria è bene ricordare che, stando ai recenti dati sugli studi di settore, negli ultimi anni il reddito dei farmacisti titolari di farmacia non diminuisce ma aumenta (da 90 a 97 Mila annui) così come è aumentato il fatturato medio annuo delle farmacie è aumentato".

Più in particolare, secondo il Presidente delle Parafarmacie, la Farmacia non è sicuramente un'attività in crisi ed i numeri lo dimostrano: "La Farmacia rimane un'ottima attività – estremamente redditiva e privilegiata – anche durante la recente congiuntura economica". Secondo Gullotta gli esercizi in difficoltà economica (una minima percentuale) sono quelli che non sono riusciti ad adattarsi ai seppur minimi cambiamenti del mercato (minor redditività della ricetta) ed hanno mantenuto una gestione legata al passato, dove tutto ruotava intorno alla ricetta mutuabile e a scoperture bancarie enormi. 

17 Giugno 2015

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