Ricerca e Sviluppo: innovazione sempre più orientata al biotech

Ricerca e Sviluppo: innovazione sempre più orientata al biotech

Ricerca e Sviluppo: innovazione sempre più orientata al biotech
1,3 miliardi di investimenti, 6.000 addetti, 90% della R&S sostenuto dalle imprese del farmaco: sono i numeri della R&S nel nostro Paese.
Nella R&S, l’industria farmaceutica rappresenta, tra i settori ad elevato contenuto tecnologico, il 39% degli investimenti, il 30% degli addetti, il 44% del valore della produzione e il 54% delle esportazioni.
 
Una R&S sempre più orientata al biotech e alla medicina personalizzata per il trattamento di patologie rilevanti, come diabete, sclerosi multipla, epatite C, malattie oncologiche e autoimmuni.  E per la prevenzione, con vaccini biotech per le malattie infettive.
I farmaci biotecnologici, che attualmente curano nel mondo circa 350 milioni di persone, sono oggi il 20% di quelli in commercio, il 40% dei nuovi autorizzati e il 50% di quelli in sviluppo.
 
L’Italia gioca un ruolo da protagonista nel settore della biotecnologie, grazie alle imprese del farmaco (86% del totale), con una pipeline di 303 prodotti in sviluppo.
 
Senza dimenticare gli studi clinici, che hanno un’importanza centrale nell’innovazione. Con investimenti che superano nel mondo i 50 miliardi di euro l’anno e in Italia raggiungono gli 800 milioni. Un valore che può crescere migliorando l’attrattività del Paese, offrendo nuove opportunità di salute per i pazienti, di occupazione per i ricercatori e di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Con gli studi clinici, infatti, le imprese si fanno carico di quota parte dei costi ad essi connessi, quali l’ospedalizzazione, i farmaci, gli esami diagnostici.
 
Fonte: ufficio stampa Farmindustria

02 Luglio 2015

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