Ocse: “Senza riforme spesa sanità insostenibile. Nel 2060 potrebbe arrivare fino al 14% del Pil. Più tasse su alcol, fumo e trash food”

Ocse: “Senza riforme spesa sanità insostenibile. Nel 2060 potrebbe arrivare fino al 14% del Pil. Più tasse su alcol, fumo e trash food”

Ocse: “Senza riforme spesa sanità insostenibile. Nel 2060 potrebbe arrivare fino al 14% del Pil. Più tasse su alcol, fumo e trash food”
Secondo l’Organizzazione internazionale con i futuri progressi in campo medico e la crescita della popolazione anziana sarà difficile mantenere gli attuali sistemi sanitari. La ricetta? “Selezionare le prestazioni garantite dallo Stato, più controlli, ridurre la dipendenza dei sistemi sanitari dalle tasse sul lavoro e aumentare le imposte su alcol, fumo e cibi poco sani”. IL REPORT

“I costi per la sanità nelle economie avanzate stanno aumentando così velocemente che essi, senza riforme, diventeranno inaccessibili entro la metà del secolo”. Lo scenario è prefigurato dall’Ocse che in un suo report tocca il problema della sostenibilità dei sistemi sanitari.
 
Secondo l’Organizzazione, nella maggior parte dei paesi aderenti rimane infatti “endemico” lo sforamento del budget sulla spesa sanitaria. Anche se la crisi ha portato a un rallentamento della crescita della spesa, in particolare in Europa, la spesa pubblica per la sanità e per l’assistenza a lungo termine nei paesi OCSE è destinata ad aumentare da circa il 6% del PIL di  oggi a quasi il 9% del PIL nel 2030 , fino ad arrivare al 14% entro il 2060, a meno che i governi non mettano in campo misure per contenere i costi.
 
L’Ocse rileva come “la maggior parte dei paesi ha sì obiettivi o massimali per la spesa sanitaria, ma questi sono determinati da fattori economici piuttosto che da indicatori specifici per la salute”. Il problema per l’Organizzazione è anche il fatto che “la spesa sanitaria è aumentata più velocemente della crescita economica in tutti i paesi negli ultimi 20 anni, e i fondi pubblici rappresentano ancora circa i  3/4 della spesa sanitaria. “Molti paesi – evidenzia l’Ocse – rimangono fortemente dipendenti dalle imposte sui salari, che però diminuiranno con la crescita dell’età della popolazione”.
 
Le ricette Ocse:  
Ma per affrontare quella che potrebbe essere una valanga, l’Organizzazione indica e suggerisce anche alcuni azioni: “I governi potrebbero alleggerire la pressione sui bilanci della sanità essendo più espliciti e selettivi nella definizione dei servizi coperti dai sistemi di sanità pubblica, favorendo meccanismi di pagamento attraverso i provider e potenziando l’uso dei generici”. Ma non solo, la relazione raccomanda anche “la definizione di obiettivi di spesa che siano chiari. Occorre poi migliorare il controllo della spesa inserendo sistemi di allerta rapidi che siano in grado di segnalare eccessi di spesa e le misure correttive immediate”. A livello politico si raccomanda poi una “stretta cooperazione tra i Ministeri dell’Economia e della Salute”.
 
Inoltre si suggerisce di “aumentare le entrate fiscali o contributi da assicurazione malattia, anche attraverso l'uso di tasse, per esempio su fumo, alcol, cibi poco sani, in modo da ridurre la dipendenza dalle tasse sui salari per finanziare i servizi sanitari”. Infine la raccomandazione è d’investire di più nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie.
 
L.F.

L.F.

01 Ottobre 2015

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