Lazio. Ecco il decreto per la presa in carico del paziente cronico. Obiettivo: garantire equilibrio tra domanda sanitaria, livelli di spesa e soddisfazione utente

Lazio. Ecco il decreto per la presa in carico del paziente cronico. Obiettivo: garantire equilibrio tra domanda sanitaria, livelli di spesa e soddisfazione utente

Lazio. Ecco il decreto per la presa in carico del paziente cronico. Obiettivo: garantire equilibrio tra domanda sanitaria, livelli di spesa e soddisfazione utente
Dopo l'annuncio della scorsa settimana diventa operativo il provvedimento. In fase di avvio la popolazione di pazienti eleggibili nei PDTA dovrà comprendere almeno quella afferente ai distretti su cui insistono le Case della Salute attive. IL DECRETO

Al via le procedure per la presa in carico dei primi 160mila pazienti tra diabetici e affetti da insufficienza respiratoria. E’ il primo effetto del decreto firmato dal Presidente Nicola Zingaretti che conferisce piena attuazione a quanto previsto dall’accordo siglato con i medici di medicina generale al fine di potenziare la medicina d’iniziativa.

A stretto giro i medici di medicina generale prenderanno in carico il singolo paziente, garantendo il ciclo di cure appropriato e il collegamento con i centri di riferimento ospedalieri. Le linee di indirizzo, elaborate da uno specifico gruppo di lavoro composto da un team di esperti, sono state approvate anche dal Comitato regionale per la medicina generale. In fase di avvio la popolazione di pazienti eleggibili nei PDTA dovrà comprendere almeno quella afferente ai distretti su cui insistono le Case della Salute attive. I pazienti cronici individuati sono quelli con il Diabete tipo 2 e BPCO e questo significa che nella primissima fase i soggetti presi in carico saranno circa 160mila.

Obiettivo del decreto è realizzare il “miglior rapporto ed equilibrio sostenibile, tra domanda sanitaria, livelli di spesa e soddisfazione utente”. Per raggiungere l’obiettivo vengono perseguiti “il coinvolgimento e la responsabilizzazione, condivisi, di tutti quegli operatori che, a vario titolo, intervengono nel percorso assistenziale complessivo di una determinata patologia. Attualmente infatti, si assiste ad una serie di interventi isolati, frammentati, privi di un coordinamento globale, quasi sempre rivolti più a trattare l’acuzie che a gestire l’intero processo assistenziale, con un grande assente: la continuità delle cure.

Per questo, sottolinea ancora il decreto, “va realizzato un processo che tenga conto della visione complessiva del problema, volta ad una ‘presa in carico globale’ del malato e quindi della patologia e riconosca alla collaborazione ed integrazione tra i vari operatori un ruolo cruciale per la realizzazione del ‘disease management’, che non può prescindere dall’attivazione precoce di un processo educativo del paziente, finalizzato ad un corretto coinvolgimento per una gestione adeguata e consapevole della sua patologia”.
 

19 Ottobre 2015

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