Orario lavoro medici. Monchiero (Sc): “Inutili rivendicazioni senza soluzioni attuabili. Ecco cosa fare”

Orario lavoro medici. Monchiero (Sc): “Inutili rivendicazioni senza soluzioni attuabili. Ecco cosa fare”

Orario lavoro medici. Monchiero (Sc): “Inutili rivendicazioni senza soluzioni attuabili. Ecco cosa fare”
Per evitare l'interruzione dei servizi essenziali occorre un intervento normativo d'urgenza che vada in tre direzioni: un corpo di deroghe, anche parziali, alla normativa comunicatia che consenta nell'immediato l'operatività delle strutture; il recupero di risorse per la stabilizzazione dei precari e il finanziamento del turn over nei servizi di emergenza; un recupero della contrattazione per adottare soluzioni flessibili nell'utilizzo delle risorse umane.

Il 25 novembre è vicino. L’applicazione della normativa europea in materia di orari di lavoro rischia di avere, all’interno delle strutture del Servizio sanitario, effetti devastanti. È un dato che nessuno nega. Ma questa diffusa consapevolezza non ha sino ad oggi portato a proposte utili a risolvere il problema o, quanto meno, a ridurne gli effetti indesiderati. Veniamo da anni di proroghe, che hanno favorito un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro, specie nelle strutture dei servizi di emergenza urgenza. Non v’è presidio ospedaliero che non abbia in questi anni tamponato le carenze di organico con modulazioni dell’orario incompatibili con la normativa comunitaria, ma legittimate da accordi sindacali sottoscritti, a livello locale e con senso di responsabilità, da Direzioni aziendali ed Rsu.

Che non si possa continuare così è pacifico, e sono tempestivamente giunte a frotte dichiarazioni più o meno ultimative condite di richiami alla legalità. Sono le soluzioni che scarseggiano. Le organizzazioni sindacali hanno scelto di coltivare un atteggiamento di pura rivendicazione, reclamando l’assunzione di migliaia di medici e di decine di migliaia di infermieri. Gli fanno eco gruppi di vario colore dell’opposizione parlamentare, compresi quelli che hanno sempre propugnato il taglio della spesa pubblica come logico presupposto per la riduzione delle imposte. I quali, naturalmente, si guardano bene dall’individuare le risorse cui attingere per far fronte al costo delle reclamate assunzioni. Legalitario è anche il Governo che si trincera, serafico, dietro la necessità di evitare ulteriori proroghe della situazione in essere. Confida, evidentemente, che il genio italico venga in soccorso dei dirigenti di Asl e Ao e consenta loro di tirare avanti, salvando, in qualche modo, le proverbiali capre con i correlati cavoli.

Non sarà così. Il nuovo quadro normativo consegnerà le direzioni aziendali e i responsabili di dipartimento e struttura complessa nelle mani degli Uffici del Lavoro chiamati ad applicare onerosissime sanzioni pecuniarie, sempre che le Procure non ritengano di intraprendere azione penale.
Può il Governo accettare l’idea che i dirigenti delle strutture di erogazione del Ssn siano costretti a scegliere fra l’assunzione di responsabilità insostenibili e l’interruzione di servizi essenziali per la tutela della salute della popolazione?

Spero proprio di no. Occorre quindi un intervento normativo d’urgenza che vada in tre direzioni:
1) Un corpo coerente di deroghe, anche parziali, alla normativa comunitaria che consenta, nell’immediato, l’operatività delle strutture sanitarie;
2) Il recupero di risorse finalizzate alla stabilizzazione dei precari e al finanziamento del turn over nei servizi di emergenza;
3) Un recupero della contrattazione nazionale e locale nel cui contesto costruire un quadro di relazioni sindacali volte a adottare soluzioni flessibili nell’utilizzo delle risorse umane.

Questo è l’ineludibile. Saluteremo con gioia tutto quanto verrà in sovrappiù.
 
Giovanni Monchiero
Presidente del Gruppo Scelta Civica alla Camera     

Giovanni Monchiero

20 Novembre 2015

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