Contraccezione d’emergenza. Farmacieunite: “Ancora troppa disinformazione su ellaOne. I farmacisti la devono dispensare”

Contraccezione d’emergenza. Farmacieunite: “Ancora troppa disinformazione su ellaOne. I farmacisti la devono dispensare”

Contraccezione d’emergenza. Farmacieunite: “Ancora troppa disinformazione su ellaOne. I farmacisti la devono dispensare”
“Bisogna attenersi scrupolosamente alle disposizioni dell’Aifa e dispensare il farmaco alle donne maggiorenni che ne facciano richiesta e alle minorenni munite di prescrizione medica” ha detto il presidente Gariboldi Muschietti commentando i risultati dell'indagine della SWG che evidenziano criticità sull'accesso al farmaco

“Il farmacista deve dispensare quanto richiesto senza addurre motivazioni personali. Siamo operatori della salute e il nostro ruolo è quello di agevolare le problematiche e non di gravarle ulteriormente. Desideriamo, nel merito, ribadire ancora una volta la necessità di attenersi scrupolosamente alle disposizioni e di dispensare il farmaco alle donne maggiorenni che ne facciano richiesta e alle minorenni munite di prescrizione medica”.
 
È quanto ha affermato il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti commentando i risultati del sondaggio condotto da SWG, in collaborazione con Edizioni Health Communication, che evidenziano le problematiche in relazione alla dispensazione del contraccettivo di emergenza ellaOne, che da maggio dello scorso anno può essere acquistato senza obbligo di ricetta medica, come da Direttiva dell’Agenzia Italiana del farmaco. Un farmaco, ribadisce il presidente di Farmacieunite che “non interrompendo la gravidanza, non può definirsi abortivo. Al contrario, sicuramente può contribuire ad arginare in modo significativo il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza”.
 
Dal sondaggio si evince che la stragrande maggioranza dei farmacisti conosce bene la Direttiva, che consente l’acquisto dell’ulipristal acetato (nome commerciale ellaOne) senza ricetta, ma in molti casi le pazienti lamentano una difficoltà nell’acquisto del farmaco, a causa di resistenze di varia natura da parte dei farmacisti (motivi etici, religiosi e altri). Inoltre quasi la metà del campione intervistato non condivide le scelte dell’Agenzia “perché così le donne la usano con troppa facilità”, opponendo in alcuni casi resistenza ed evitando di seguire le indicazioni di legge, costringendo le malcapitate a cercare farmacisti maggiormente informati e consapevoli.
 
“Dato il perdurare delle incertezze – ha quindi aggiunto Gariboldi Muschietti – Farmacieunite si sta adoperando per organizzare un incontro informativo con i propri associati, in modo da trattare l’argomento in maniera approfondita e limitare il persistere di atteggiamenti non conformi all’etica professionale”.

08 Febbraio 2016

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