Proposte di legge di genere. Il Parlamento si affretti

Proposte di legge di genere. Il Parlamento si affretti

Proposte di legge di genere. Il Parlamento si affretti

Gentile Direttore,
sono 7 i pilastri individuati dal Forum della Meritocrazia associazione no-profit che nel febbraio del 2015 ha presentato il Meritometro – indicatore quantitativo di sintesi e misurazione del merito – per descrivere le componenti essenziali di un sistema economico e sociale orientato al merito. Tra di essi spicca la presenza delle Pari Opportunità, in grado di garantire a donne e giovani condizioni di uguale accesso alle posizioni leadership nell’economia, nella società e nella politica.
 
L’Italia continua a occupare il posto più basso tra i Paesi dell'Unione europea, pur avendo mostrato progressi in termini di partecipazione della forza lavoro femminile rispetto agli scorsi anni. Ma se questi aumenti sono incoraggianti, la sua ascesa in graduatoria continua a essere trattenuta dagli scarsi punteggi su reddito, su forza lavoro al femminile di tipo qualificato e sulle donne in posizione di potere politico. Insomma, l'Italia si dimostra ancora piuttosto indietro e le manca una specifica legge che normi, introduca e veicoli la parità di genere, sebbene una proposta in tal senso esista già.

Il 13 novembre del 2014, infatti, a Montecitorio è stata presentata una proposta di legge d'iniziativa dei deputati INCERTI, FABBRI, IACONO, ROBERTA AGOSTINI, AMODDIO, BLAZINA, CAMANI, CAPOZZOLO, CIMBRO, COMINELLI, DI SALVO, D'INCECCO, GASPARINI, GHIZZONI, GIACOBBE, GNECCHI, GRASSI, IORI, LA MARCA, MAESTRI, MALISANI, MARCHI, MONTRONI, MURER, PAGANI, SBROLLINI, TERROSI, per una Legge quadro sulla parità dei sessi e contro le discriminazioni di genere.

Il testo, C2720
, è stato assegnato il 30 settembre 2015 alla commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ma, da cinque mesi a questa parte, non è ancora iniziato l'esame e tanto meno calendarizzato.

E a proposito di progetti di legge arenati in Parlamento, segnaliamo un’altra di esse di eguale rilevanza non più discussa e dall’iter parlamentare incompleto, la proposta di legge d'iniziativa dei deputati VARGIU, CAPUA, OLIARO, VEZZALI, CAUSIN, CIMMINO, LIBRANDI, MATARRESE, PIEPOLI, QUINTARELLI, VECCHIO sulle “Norme in materia di medicina di genere”, n°1485, presentata il 5 agosto 2013.

Fatte salve le naturali aspettative legate ad altre aspettative di regolamentazione come le unioni civili, in essere in questi giorni in Parlamento, crediamo opportuno segnalare la necessità di provvedere, quanto prima, alla discussione in Aula di tali proposte di legge, sicuramente di progresso, di civiltà e di miglioramento dei termini di salute di tutti e delle donne in particolare.

Dott.ssa Maria Ludovica Genna
Dott. Domenico Crea

Osservatorio Sanitario di Napoli 

Maria Ludovica Genna e Domenico Crea

16 Febbraio 2016

© Riproduzione riservata

La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa
La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa

Gentile Direttore, la responsabilità professionale del medico rappresenta uno dei temi più delicati del diritto sanitario. Nasce dall’incontro tra due dimensioni che dovrebbero dialogare armoniosamente: da un lato il principio...

Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn
Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn

Gentile Direttore,in questi tempi la figura del Farmacista Clinico sta uscendo dalla “zona protetta” della professione del farmacista ospedaliero per diventare una figura conosciuta, considerata e richiesta anche nel nostro...

L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson
L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson

Gentile Direttore,la Giornata Mondiale del Parkinson quest’anno segna un passaggio importante non solo sul piano simbolico, ma soprattutto su quello istituzionale. Per la prima volta, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità...

Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)
Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)

Gentile Direttore, c’è un paradosso che riguarda oggi il Ssn: mentre continuiamo a definirlo universalistico, l’accesso reale alle cure sta diventando sempre più diseguale. Non si tratta di una rottura...