Cancro del colon retto. Markers predicono la risposta al trattamento con panitumumab

Cancro del colon retto. Markers predicono la risposta al trattamento con panitumumab

Cancro del colon retto. Markers predicono la risposta al trattamento con panitumumab
Secondo alcuni ricercatori del Regno Unito i livelli di epiregulina (EREG) e anfiregulina (AREG), leganti biochimici che si collegano al recettore del fattore di crescita epiteliale (EGFR), possono prevedere quali pazienti con un tumore del colon-retto a stadio avanzato con gene RAS “wild-type” (ovvero privo di mutazione) riusciranno ad ottenere dei benefici dall’anticorpo monoclonale panitumumab.

(Reuters Health) – “La maggioranza dei medici è abituata all’idea che i pazienti con il cancro del colon-retto (CRC) ad uno stadio avanzato, con gene RAS non mutato, dovrebbero ricevere un anticorpo monoclonale anti-EGFR, ed avere una buona probabilità di ottenere dei benefici”, dice Matthew T. Seymour, del St. James's University Hospital di Leeds, a capo del team che ha realizzato lo studio.“Tuttavia, quello che noi osserviamo e che i benefici del panitumumab si vedono nel 45% di pazienti con il gene RAS wild type con un’alta espressione di epiregulina e anfiregulina".
 
Lo studio
Seymour e colleghi hanno utilizzato dati dal trial PICCOLO per esaminare le interazioni tra l’espressione dei leganti ed i benefici del panitumumab nei pazienti con un CRC avanzato. Il loro studio ha incluso 323 pazienti, 220 (il 68,1%) dei quali erano “wild-type”. I pazienti con mutazioni RAS o BRAF non hanno ottenuto alcun beneficio dalla terapia con panitumumab sotto nessun valore clinico, Presi separatamente, il livello di AREG ha potuto prevedere l’effetto benefico del panitumumab sulla sopravvivenza senza diffusione del tumore, mentre ciò non è stato possibile con l’EREG. Nessuno dei due leganti ha potuto prevedere i benefici del panitumumab sulla sopravvivenza complessiva. “Il messaggio principale è che possiamo fare molto meglio che utilizzare il solo test RAS per selezionare i pazienti a cui somministrare una terapia che contrasta la crescita epiteliale nel cancro colorettale”, dice il dr. Seymour. “Si può fare un parallelo con i farmaci anti-HER2 nel tumore del seno e dello stomaco, nel quale si può selezionare appena il 15-25% dei pazienti che otterranno abbastanza benefici, ed evitare di trattare i pazienti che non otterrebbero alcun risultato positivo. Nel CRC avanzato, allo stesso modo, circa il 20% dei pazienti ha un cancro RAS-wt con alti livelli dei leganti”.“Al contrario”, fanno notare, “negli ambienti che non hanno limiti particolari nei finanziamenti, è meno probabile che i livelli di AREG e EREG vengano interpretati nello stesso modo ed il valore predittivo negativo risulterebbe più apprezzabile”.

Il commento
Il dottor Alberto Bardelli, dell’Istituto Oncologico Candiolo di Torino, che ha recentemente realizzato una review sulla risposta alle lesioni nella terapia mirata del cancro colo rettale, ha commentato lo studio riferendo che ora potrebbe essere possibile utilizzare il test PCR (Polymerase Chain Reaction) nelle situazioni cliniche”.“È necessaria una conferma indipendente dei risultati, e della tecnologia necessaria per identificare i leganti, prima di adottare questi biomarker per assumere decisioni sulle terapie”, ha detto il dr. Bardelli.

Fonte: JAMA Oncology online

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs MD

17 Febbraio 2016

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