Abolire l’intramoenia? Basterebbe far rispettare le leggi esistenti

Abolire l’intramoenia? Basterebbe far rispettare le leggi esistenti

Abolire l’intramoenia? Basterebbe far rispettare le leggi esistenti

Gentile Direttore,
leggo sul suo giornale che il Governatore della Toscana Enrico Rossi afferma: "Abolendo la libera professione intramoenia d'incanto spariranno le liste d'attesa. Mi gioco la faccia e tutto il resto". Mi permetto di suggerire al signor Presidente Rossi che "per dare credibilità alla sanità pubblica" non occorre che metta a rischio altre parti anatomiche del corpo. E' sufficiente che convochi i suoi Direttori Generali e ordini di organizzare subito il lavoro nelle Ulss toscane come lo impongono le buone leggi che negli anni ha varato il nostro Parlamento.

Non c'è bisogno, infatti, di un'ulteriore nuova legge. Quelle che già ci sono bastano: legge 833/78 art 19; legge 502/92 art 14 comma 6; legge 229/99 art 8 bis comma 2, art 15 quinques comma 3, nonché il DPCM del 27 marzo 2000 art 2 comma 4 e art 10 comma 2 e 3; legge 266/05 art 1 comma 280 lettera c. Tutte queste leggi (di cui le prime tre sono leggi di Riforma sanitaria) impongono che il lavoro nelle Ulss sia organizzato in modo che il medico di medicina generale (mmg) con il modulo da lui firmato (impegnativa) possa scegliere per il suo assistito il luogo di cura e lo specialista adatto a curare la patologia di cui è affetto il suo assistito (oggi super specialista con apposito incarico professionale individuato dal DG in base alla epidemiologia di quel territorio e alle evoluzioni delle conoscenze scientifico-tecniche della medicina moderna).

Inoltre non sfugge certamente al politico di lungo corso Enrico Rossi che per abbattere i lunghi tempi d'attesa per una prestazione richiesta nel Sistema sanitario pubblico (Ulss e case di cura private convenzionate) con il modulo firmato dal MMG basti far applicare la legge Turco (ministro della sanità del suo partito), legge 120/07 art 1 comma 4 lettera g che prevede tempi d'attesa, per una prestazione chiesta con l'impegnativa, eguali ai tempi ai tempi medi che si hanno in quella struttura per le prestazioni a pagamento.

Altresì pienamente condivisibile quel: "Semmai è giusto che chi è bravo e lavora di più sia pagato di più. E' un sogno! Ma realizzabile: essere davvero uguali di fronte alla malattia … Forza e coraggio. Cambiare si può". Anche qui non mancano gli strumenti come la libera professione d'azienda cioè il cottimo pagato dal Direttore generale dell'Azienda, appunto, per quei professionisti medici che per la loro abilità professionale e per la loro dedizione al SSN esercitano, come si diceva una volta, una forte attrazione.

Forza Coraggio Presidente Rossi, anche senza abolire l'ìintramoenia, cambiare si può! Altrimenti non ci resterebbe che dare ragione al grido d'allarme lanciato dall'onorevole Bersani sulla privatizzazione del SSN e riportato per la seconda volta in poco più di un mese su questo giornale.
 
Maurizio Nazari
Ortopedico 

18 Marzo 2016

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