Libera professione. Dopo le parole di Rossi il “Re è nudo”

Libera professione. Dopo le parole di Rossi il “Re è nudo”

Libera professione. Dopo le parole di Rossi il “Re è nudo”

Gentile direttore,
il dibattito attorno alle dichiarazioni sull’attività libero professionale intramoenia rilasciate dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, inevitabilmente mi hanno fatto pensare alla fiaba di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Per essere chiari nella metafora, il bimbo che, sgranando gli occhi, spezza l’incantesimo gridando: “Il re è nudo!” è il Presidente Rossi, mentre i cortigiani che continuano a magnificare la bellezza di vestiti inesistenti sono tutti coloro che per interesse o piaggeria non vedono gli elementi corruttivi presenti nel sistema di interessi che ruota attorno l’attività libero professionale.
 
È necessario tra l’altro sottolineare che le preoccupazioni espresse da Enrico Rossi riguardano la sua decennale esperienza maturata in una regione “virtuosa”. Ben altra è la condizione di realtà come l’Azienda Papardo di Messina che sono stato chiamato a dirigere. Senza alcuna presunzione di considerarla un paradigma dell’intero sistema sanitario siciliano o del meridione del Paese, non si può nascondere, come avrebbero detto i miei genitori, “u suli cu u crivu” (il sole con il setaccio).
 
Nella sostanza è da cortigiani, come nella favola di Andersen, ignorare che in ospedali come il Papardo dopo le 15 del pomeriggio è difficile trovare “fervore” nell’attività rivolta ai pazienti o attività diagnostica destinata a cittadini non in regime di ricovero. Addirittura langue la stessa attività libero professionale perché la scelta di numerosi operatori è quella di continuare ad ignorare le disposizioni di legge e visitare i propri clienti presso studi compiacenti e rigorosamente in nero.
 
La cosa imbarazzante, per chi scrive, è la difficoltà ad intervenire per impedire che tale pratica continui nella indifferenza quasi totale di istituzioni e politica. Tale difficoltà è principalmente riconducibile alla indisponibilità di cittadini e pazienti a ripetere, con dovizia di particolari, quanto vengono a riferire in modo sdegnato al direttore generale e a “diverse” autorità… 
 
Ma non bisogna pensare che questi comportamenti non abbiano ricadute sul funzionamento delle aziende sanitarie: provate ad introdurre modalità interdisciplinari di presa in carico del paziente e vi accorgerete che spesso qualcuno, per fortuna sempre meno, solleva la questione del rapporto fiduciario con il professionista che non può essere leso da valutazioni sulla patologia preminente o su percorsi che intrecciano competenze specialistiche diverse.
 
E ancora, possiamo smetterla con la retorica caprina delle liste di attesa. Possiamo dire che il problema è altro e riguarda l’utilizzo degli impianti. Se nella mia azienda sono presenti due risonanze magnetiche, cosa è importante?  La lista d’attesa o che vengano impegnate per almeno 12 ore al giorno invece delle attuali 6. E se un impianto offre il massimo della propria potenzialità l’eventuale lista d’attesa è un indicatore di una scorretta valutazione epidemiologica non certo d’inefficienza aziendale, ma su questo tema  si cerca ancora una volta di nascondere il sole…     
 
Michele Vullo
Direttore Generale AO Papardo -Messina

25 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Il condono ai medici no vax è un affronto alla scienza e a chi non c’è più
Il condono ai medici no vax è un affronto alla scienza e a chi non c’è più

Gentile direttore,c’è un punto, in questa vicenda, che va detto senza giri di parole: la maggioranza sta usando la riforma delle professioni sanitarie per riscrivere la memoria della pandemia e...

La forza della divisione a soglie: la possibile soluzione nella presa in carico della doppia diagnosi
La forza della divisione a soglie: la possibile soluzione nella presa in carico della doppia diagnosi

Gentile Direttore,la doppia diagnosi rappresenta una delle sfide più complesse nell'ambito delle dipendenze patologiche. La coesistenza di un disturbo da uso di sostanze e di un disturbo psichiatrico rende spesso...

Lo scudo penale, la psichiatria e le tutele differenziate
Lo scudo penale, la psichiatria e le tutele differenziate

Gentile Direttore,un recente doloroso fatto di cronaca, durante il contenimento di una probabile situazione psichiatrica, ha visto l’applicazione del cosiddetto “scudo penale” per gli agenti di polizia e gli operatori...

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici
Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Gentile Direttore,i dati pubblicati in questi giorni dalla Regione Emilia-Romagna fotografano una situazione che non può più essere ignorata. Non siamo di fronte a una professione privilegiata o ambita, come...