Eterologa. Nel pubblico poche strutture e lunghe liste d’attesa. Roma e Milano al palo. L’indagine

Eterologa. Nel pubblico poche strutture e lunghe liste d’attesa. Roma e Milano al palo. L’indagine

Eterologa. Nel pubblico poche strutture e lunghe liste d’attesa. Roma e Milano al palo. L’indagine
Attualmente solo Firenze, Pordenone, Bologna e poche altre piccole realtà pubbliche con possibilità limitate di accoglienza offrono la pratica. Nel Lazio e in Lombardia ancora è tutto fermo. L'indagine dell’AdnKronos Salute.

“Firenze, Pordenone, Bologna e poche altre piccole realtà con possibilità limitate di accoglienza e tutte concentrate al centro-nord dell'Italia. Risultato? Grandi liste d’attesa.  E' solo in queste poche località che è oggi possibile per le coppie con problemi di infertilità avere accesso alla fecondazione eterologa (ricorrendo cioè a donazione di gameti femminili o maschili) in ospedali pubblici, che richiedono solo il pagamento di un ticket (attorno ai 500 euro). Lo dimostra un'indagine dell'Adnkronos Salute, che “traccia una vera e propria 'mappa' della situazione italiana a Roma, dove sorgono gli unici tre centri accreditati dalla Regione Lazio, nessuno è ancora partito. Stesso  discorso in tutta la Lombardia: nelle due Regioni più grandi d'Italia, dunque, c'è il vuoto. Mentre i centri privati si sono velocemente  attrezzati dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha aperto a questa pratica, prima vietata nel nostro Paese”.
 
Nel report si evidenzia come sia Firenze “il centro che detiene il 'record' “ dei cicli di fecondazione eterologa: da settembre 2014 le coppie totali visitate sono state 1.503, mentre da giugno 2015 ad aprile 2016 sono stati effettuati 210 cicli. Ma la lista di attesa per chi vuole tentare questo percorso è però di "un anno e 5 mesi".
 
L'ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone  è un altro punto di riferimento per chi vuole accedere all'eterologa nel pubblico e la lista d'attesa in questo caso è più limitata: al massimo 6 mesi. Anche a Bologna c'è una strada da percorrere per le coppie infertili: al Centro di sterilità e Pma del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Anche in questo caso la maggioranza dei pazienti proviene da altre Regioni anche perché nel capoluogo emiliano "non si paga nessun ticket, nemmeno quello di 500 euro previsto in altre Regioni.  Si pagano solo le singole procedure, come le ecografie di controllo".
 
La Capitale e il Lazio sono un discorso a parte. “I centri pubblici accreditati dalla Regione sono 3 (Umberto I, S.Anna e Pertini), ma nessuno è ancora partito con l'eterologa: Roma è però sede di numerosi centri privati, che richiamano pazienti da tutto il Paese. Anche al Sud il privato colma le mancanze del pubblico.
 
E in Lombardia “finora nessuna struttura pubblica ha appeso un fiocco rosa o azzurro per bebè nati con l'eterologa. Neanche il Policlinico di Milano, dove su circa 3 mila coppie che arrivano per un consulto, fa notare Edgardo Somigliana, responsabile del centro di Pma 
dell'Irccs di via Sforza, il 15-20% avrebbe l'indicazione all'eterologa. – Stesso copione in un altro centro del capoluogo, il San Raffaele, in questo caso privato convenzionato”. 

13 Aprile 2016

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