Medicina convenzionata. Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi

Medicina convenzionata. Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi

Medicina convenzionata. Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi

Gentile direttore,
pubblicata la Legge 189/2012 , la cosiddetta ‘Legge Balduzzi’, i più attenti  si erano resi subito conto sia del pericolo dello snaturamento di alcune peculiarità della Medicina Generale, sia della sua inapplicabilità.
Sono passati tre anni e mezzo… e siamo ancora impantanati, con l’ennesimo atto di indirizzo, gli immutati nodi al pettine e il dissenso sempre più ampio, ben oltre quello rappresentato da tre Sigle Sindacali su quattro.  
Con il rischio di ripeterci, qualche riflessione…
Già oggi, da Bolzano a Trapani, i Medici di Assistenza Primaria e i Medici del Servizio di Continuità Assistenziale coprono sostanzialmente le 24 ore giornaliere. Quindi lo sbandierato modello H24, o peggio quello H16 delle Aggregazioni Funzionali Territoriali non promuoverebbe una diversa modalità organizzativa. Modalità tra l'altro prevista dall'ACN già dal lontano 2009 e mai realizzata! Chissà perché? Forse perché non proprio così funzionale?     
                             
I fautori delle Aggregazioni Forzate Territoriali (licenza poetica) hanno così scomodato il ministro di turno e il parlamento per una legge che le impone: ma siamo sicuri che le AFT costituiscano un passo avanti rispetto alle modalità di assistenza primaria oggi esistenti?
 
Perché si è prevista la 'pseudo rivoluzione' del ruolo unico? Requisiti e titoli dei concorsi per l’Assistenza Primaria o Titolarità di incarico nel Servizio di Continuità Assistenziale sono gli stessi e attualmente i Medici di Medicina Generale possono scegliere un rapporto convenzionale o entrambi. Forse lo si fa per marcare la differenza con i Medici a contratto a tempo determinato della Continuità Assistenziale? Forse lo si fa per escludere dal futuro assetto migliaia di giovani Medici che hanno reso possibile con la loro professionalità l'esistenza e la crescita in tutto il Paese di un Servizio così importante e delicato? 
 
Ancora…perché i Medici del Servizio di Continuità Assistenziale devono perdere la loro autonomia professionale e devono finire " a servizio" degli altri Medici delle AFT? E infine perché coinvolgere il 118, con i suoi problemi, anche nelle visite non differibili dalla mezzanotte alle 8.00 del mattino? Francamente tutto ciò è incomprensibile!
 
Se provassimo a pensare in maniera nuova, con onestà intellettuale, dovremmo considerare che l'organizzazione, così fondamentale in sanità a tutti i livelli, per il Medico di Medicina Generale è invece cosa semplice. I Medici di Medicina Generale possono ancora esercitare la loro professione in sacrosanta autonomia, in uno studio-ambulatorio essenziale, visitare a domicilio e curare l'assistito soprattutto grazie ad una relazione significativa e costante nel tempo. Quello di cui avrebbero bisogno non è scritto nella ‘Legge Balduzzi’!
Se queste brevi considerazioni hanno un qualche valore bisognerebbe resettare l’ultima normativa ma questo, per vari motivi ed interessi, è difficile che avvenga. L’alternativa sarebbe che responsabilmente nel prossimo ACN fosse prevista una fase sperimentale che preveda:
a) la nascita soltanto delle AFT utili e possibili;
b) il mantenimento di un autonomo Servizio di Continuità Assistenziale  (di pari passo è auspicabile una iniziativa legislativa per consentire, a chi ha lavorato per diversi anni nel Servizio, la frequenza in sovrannumero del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale);                             
c) con adeguati finanziamenti la sperimentazione  in ambito Distrettuale di forme di integrazione multidisciplinare ed interprofessionali (UCCP o altro).
Un cammino più lucido e prudente dal quale, dopo corrette valutazioni, si possa anche tornare indietro. 
 
Dott. Giancarlo Testaquatra
Medico Medicina Generale
Membro Direttivo Nazionale Sindacato Medici del Territorio (Simet)

18 Aprile 2016

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