Precari e meritocrazia

Precari e meritocrazia

Precari e meritocrazia

Gentile Direttore,
in riferimento  alla lettera del Dott. Riccardo Lisi, pur riconoscendo  ai titolari di contratti atipici  il diritto di difendere il proprio lavoro, ritengo necessarie alcune precisazioni riguardo all'affermazione che spesso gli idonei delle graduatorie vigenti di concorso pubblico una volta chiamati in servizio "non risultano più avere le competenze specifiche necessarie al ruolo che gli viene affidato".
 
A tal proposito il dott. Lisi  cita espressamente due casi, che si sarebbero, a suo dire, verificati al Policlinico Umberto I di Roma. Orbene, a rigore di logica, che medici o infermieri chiamati dalle vigenti (vecchie!) graduatorie  possano aver perso le proprie specifiche competenze(!!) è un'evenienza meno probabile  della evenienza che  chi abbia  superato un concorso, anche solo  da pochi mesi, venga  chiamato a tempo indeterminato per uno specifico settore di attività della propria disciplina di cui magari non si è mai occupato prima ( senza però per questo poter essere definito, a ragione, privo di competenze specifiche per quel settore: al massimo potrebbe essere definito come privo di specifica esperienza!).
 
Comunque, per ovviare a  queste evenienze sfavorevoli, a tutela sia del buon andamento della pubblica amministrazione sia del lavoratore, è stato previsto dalla contrattazione collettiva nazionale un periodo di prova (sei mesi!) durante il quale sia l'azienda  sia il lavoratore neoassunto possono  recedere dal contratto in qualunque momento anche senza preavviso.
 
Più grave, a mio modesto parere, sarebbe invece un'altra evenienza, tutt'altro che remota, e cioè  che un contrattista atipico  ultradecennale possa non superare un concorso pubblico per titoli ed esami aperto a tutti: in questo caso infatti  il contrattista atipico avrebbe per oltre 10 anni svolto mansioni per cui, solo a posteriori, non risulterebbe  idoneo.
 
Fortunatamente  la legge di stabilità 2016 permetterà di ridurre al minimo il rischio di quest'ultima possibilità: infatti avendo previsto la possibilità di riserva fino al massimo del 50% dei posti disponibili non solo per i contrattisti assunti  con rapporto di subordinazione ma anche per i contrattisti atipici  che, senza alcuna valutazione preventiva,  abbiano espletato servizio pluriennale, buona parte dei contrattisti atipici non dovrà  partecipare ai concorsi pubblici "non riservati".
 
E' infatti indiscutibile che  la  previsione di concorsi con riserva dei posti  inserita nella legge di stabilità 2016 sia una forma di reclutamento non ordinario ma dettato da esigenze ben precise e stringenti, mentre il reclutamento attraverso l'istituto della mobilità ed il reclutamento attraverso  l'istituto  dello scorrimento delle graduatorie valide di concorso pubblico, ben lontano dal  costituire alcunché di discriminatorio, rappresentano l' espressione più elevata della meritocrazia. Forse è il caso di smetterla con la caccia alle streghe.
 
Nadia Peparini
Idonea in 3 graduatorie vigenti di concorsi pubblici espletati dalle ASL del Lazio

08 Maggio 2016

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