Anaao: “Giù le mani dagli stipendi pubblici”

Anaao: “Giù le mani dagli stipendi pubblici”

Anaao: “Giù le mani dagli stipendi pubblici”
Durissima nota del sindacato dei dirigenti del Ssn, dopo i dati di Banca Italia e le dichiarazioni di Confindustria di oggi che indicano le retribuzioni pubbliche tra i settori da tagliare nella prossima manovra economica. “Dati arbitrari e fuorvianti che fanno dei dipendenti pubblici il solito capro espiatorio”.

Prima la Banca d’Italia alcuni giorni fa. Poi Confindustria che stamattina indica nei tagli agli stipendi pubblici una delle misure da prendere in considerazione nella prossima manovra economica.
Insomma, da più parti, sembra montare l’idea che sia lì, nel campo della Pubblica Amministrazione, che bisogna intervenire per risparmiare.
Una deriva contro la quale interviene pesantemente l’Anaao Assomed, con una nota diffusa oggi che smonta, uno per uno, dati e presupposti dei fautori del taglio ai pubblici dipendenti.
“In prossimità della nuova manovra economica – scrive infatti l’Anaao – è ripartita la campagna mediatica tesa a identificare i dipendenti pubblici come soggetti privilegiati, e quindi da colpire, fondata su dati incompleti e sbagliati”.
“L’indice Istat delle retribuzioni orarie – prosegue – comunicato il 27 maggio scorso indica un aumento tendenziale delle retribuzioni nella pubblica amministrazione inferiore a quello di tutti gli altri comparti. In particolare Servizio sanitario nazionale, Scuola e Ministeri hanno avuto nell’ultimo anno con lo 0,3% l’incremento più basso”.
“Quando all’andamento delle retribuzioni negli ultimi anni – sottolinea l’Anaao – le pubblicazioni dell’ARAN chiariscono il loro reale andamento a partire dal 2005:

  • ­ le retribuzioni contrattuali del settore privato sono aumentate del 16%;
  • ­ le retribuzioni contrattuali della pubblica amministrazione sono aumentate del 15%;
  • ­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica contrattualizzata sono aumentate del 14%;
  • ­ le retribuzioni contrattuali della dirigenza pubblica non contrattualizzata sono aumentate del 16%

I maggiori aumenti si registrano nel settore non contrattualizzato per dirette iniziative del governo a vantaggio delle categorie speciali”.
“Del tutto fuorvianti sono, quindi – afferma ancora la nota del sindacato dei dirigenti del Ssn – i dati pubblicati che evidentemente non tengono conto degli arretrati contrattuali stante il cronico ritardo con cui vengono sottoscritti i contratti di lavoro della pubblica amministrazione. Capziosa appare anche l’affermazione di un minor impegno orario del dipendente pubblico visto che della pubblica amministrazione fanno parte i dipendenti e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale che notoriamente svolgono orari di lavoro di almeno 38 ore, spesso con migliaia di ore in più lavorate e non retribuite”.
“Infine, ricordiamo che in questi anni i dipendenti pubblici hanno subito numerosi “provvedimenti speciali”, ovvero penalizzazioni riservate solo a loro e non ai dipendenti del settore privato:

  • blocco contrattuale fino a tutto il 2013;
  • soppressione delle risorse aggiuntive contrattuali;
  • prelievo supplementare del 5% sopra i 90.000 euro lordi di reddito e del 10% sopra i 130.000;
  • penalizzazioni economiche in caso di malattia;
  • differimento della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni;
  • rateizzazione in tre anni della liquidazione; 
  • assenza di incentivi per raggiungimento risultato e straordinari;
  • blocco del turnover con aumento dei carichi di lavoro.

Per quanto i pubblici dipendenti costituiscano il capro espiatorio ideale, l’Anaao Assomed ritiene che deve cessare una campagna di disinformazione e di denigrazione di questi lavoratori, in Italia in numero ridotto rispetto alla media europea, che assolvono compiti fondamentali per i servizi pubblici ed il cittadino, compresa la tutela di un bene prezioso come la salute”.

23 Giugno 2011

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