Amanti killer all’ospedale di Saronno. Al setaccio oltre 50 cartelle cliniche

Amanti killer all’ospedale di Saronno. Al setaccio oltre 50 cartelle cliniche

Amanti killer all’ospedale di Saronno. Al setaccio oltre 50 cartelle cliniche
Si indaga anche su alcune morti sospette tra i parenti dell’infermiera: marito, madre e suocero sono tutti morti nel giro di pochi mesi. Verifiche su altri professionisti dell’ospedale. Da quanto emerso, erano in molti a sapere del folle piano del medico e dell’anestesista, ma avrebbero scelto di tacere.

Non sarebbero solo 5 le vittime del folle piano dell’anestesista e dell’amante infermiera dell’ospedale di Saronno. Sono oltre 50, infatti, le cartelle cliniche del Pronto Soccorso sequestrate e riferite a casi in cui si sospetta la messa in atto del cosiddetto “Protocollo Cazzaniga”, dal nome del medico (Leonardo Cazzaniga), che consisteva nel somministrare ai pazienti anziani un cocktail letale di farmaci. Non solo. Si indaga anche su alcune morti sospette all’interno del nucleo familiare dell’infermiera, Laura Taroni: in pochi mesi sono infatti deceduti il marito, la madre e il suocero. E al contempo si effettuano verifiche anche sul personale dell’ospedale. Sembrerebbe che fossero in molti, tra medici e infermieri, a sapere cosa accadeva nel Pronto Soccorso, o quanto meno a sospettare che qualcosa non andasse nel modo giusto, ma avrebbero preferito tacere piuttosto che denunciare. Due infermieri, da quanto emerso, avevano invece fatto presenti anomalie nel modo di lavorare di Cazzaniga.

Sulle responsabilità degli organismi che dovevano controllare, il pm Cristina Ria e il procuratore Gianluigi Fontana evidenziano come la relazione della Commissione interna a firma del dottore Paolo Valentini, abbia “escluso ipotesi di responsabilità penali del dottor Cazzaniga”, riporta l’Ansa. Nella relazione, osservano i magistrati, si legge tuttavia: “Elemento degno di considerazione è la peculiarità dell’approccio terapeutico del dottor Cazzaniga (analgesici oppioidi + benzodiazepine + ipnotici) che non trova analogo riscontro nei casi analoghi trattati dagli altri medici del Pronto soccorso. E' indubitabile che le dosi dei farmaci somministrati nei casi selezionati sembrano superare, in modo evidente, i valori indicati nel prospetto esemplificativo contenuto nelle linee guida…”.

Dalla Regione, intanto, si dicono “sconcertati per quanto sta emergendo, per questo riteniamo assolutamente doveroso mettere in campo una Commissione di inchiesta regionale affidata all'Ats Insubria, ad esperti clinici e di risk assessment, per verificare la corretta gestione del Pronto soccorso, delle procedure e attività di controllo, svolta dalla direzione, in seguito alle segnalazioni di irregolarità pervenute negli anni passati”, ha annunciato l’assessore al Welfare, Giulio Gallera. Circa la gestione delle procedure da parte del dottor Cazzaniga, Gallera ha spiegato che “era stata svolta dall'Azienda ospedaliera di Busto Arsizio un'inchiesta”, che però era “finita senza sanzioni. Vogliamo capire perché il fenomeno non è emerso allora e se ci sono delle responsabilità da parte dell'allora direzione nell'attività di controllo. Per questo Regione Lombardia ha deciso di attivare subito una commissione di inchiesta regionale, coordinata dall'Ats Insubria che coinvolgerà anche esperti clinici e di organizzazione ospedaliera. Quando e se ci saranno i presupposti, ci costituiremo parte civile”.

Il piano omicida si sarebbe svolto tra il 2012 e il 2013. Il quadro che i pm disegnano del medico e dell’infermiera è grave e inquietante. “I due indagati – annotano i pm nella richiesta d’arresto – parlano dell'omicidio come un modo per risolvere tutte le situazioni con disarmante tranquillità”, riporta l’Ansa.

Laura Taroni in carcere si dice “molto preoccupata per i due figli” (mentre in alcuni intecettazioni diceva di “poterli uccidere”). I due bambini sono ora affidati a una struttura protetta. Dalle intercettazioni è emerso che almeno a uno dei due la donna somministrava massicce dosi di ansiolitici, tanto che l'amante aveva spiegato al piccolo, che chiedeva perché, che ormai “era assuefatto”.

Oggi, in carcere, sono in programma gli interrogatori di Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga.

01 Dicembre 2016

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