Umberto I. Cimo Lazio: “Grave disordine amministrativo. I medici pagano le colpe degli altri”

Umberto I. Cimo Lazio: “Grave disordine amministrativo. I medici pagano le colpe degli altri”

Umberto I. Cimo Lazio: “Grave disordine amministrativo. I medici pagano le colpe degli altri”
“Si pretende di imputare” ai medici “il costo, nominale e non reale, della ritardata comunicazione dei resoconti di accettazione e dimissione dei pazienti”, contesta il sindacato denunciando “da oltre due anni invochiamo inutilmente una gestione che garantisca una direzione certa e corretta delle unità operative cliniche”.

“I medici lavorano per il bene dei pazienti e non possono essere loro a pagare di tasca propria per le mancanze di altri, i problemi economici degli ospedali spettano alle amministrazioni. E’ assurdo e inconcepibile che al Policlinico Umberto I di Roma si pretenda di imputare il costo, nominale e non reale, della ritardata comunicazione dei resoconti di accettazione e dimissione dei pazienti a chi si adopera ogni giorno per il bene dei cittadini”. Così dichiara, in una nota, il Segretario Regionale Vicario Cimo Lazio Renato Andrich, precisando che questo ritardo di comunicazione “non ha comunque generato alcun ammanco di risorse economiche, trattandosi di una mera partita di giro”.

“E’ un paradosso chiedere simili risarcimenti ai medici che hanno prodotto quel valore economico – sottolinea ancora Cimo Lazio  – sarebbe come chiedere a un agricoltore che consegna in ritardo i suoi prodotti di pagarli lui stesso per lo slittamento dei tempi”.

“Vogliamo ricordare – aggiunge Andrich – che il controllo di gestione di quasi tutte le Aziende Sanitarie del Lazio vigila e supporta i medici impegnati nelle cure per adempiere a queste incombenze burocratiche. Questo però non è accaduto al Policlinico Umberto I, che da tempo versa in una grave condizione di disordine amministrativo, con ritardi inaccettabili anche nell'informatizzazione dei processi di cura. Da oltre due anni Cimo Lazio invoca inutilmente una gestione che garantisca una direzione certa e corretta delle unità operative cliniche. Per questo motivo, abbiamo recentemente inoltrato un'ultima diffida all'amministrazione, cui seguirà, alla scadenza inevasa dei termini, l'interessamento delle autorità competenti. In un tale contesto si resta ancora più increduli di fronte all'iniziativa di far pagare ai medici somme immaginarie e spropositate”.

06 Febbraio 2017

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