Tumore osseo. Singola dose di radioterapia migliora la qualità della vita 

Tumore osseo. Singola dose di radioterapia migliora la qualità della vita 

Tumore osseo. Singola dose di radioterapia migliora la qualità della vita 
Nei pazienti affetti da metastasi ossee una singola dose di radioterapia è in grado di migliorare la qualità della vita. Un effetto che si estende anche ai pazienti molto gravi, tanto da spingere gli autori dello studio a raccomandarne l’uso palliatiivo.

(Reuters Health) – Una singola dose (8 Gy) di radiazioni allevia il dolore legato alle metastasi ossee, migliorando anche la qualità della vita dei pazienti. È quanto emerge da uno studio canadese pubblicata da JAMA Oncology.
 
“Ad oggi, gli studi che hanno segnalato un miglioramento della qualità della vita (QOL) a seguito della radioterapia per le metastasi ossee sono stati condotti su campioni di piccole dimensioni e non hanno utilizzato questionari specifici per le cure palliative dei tumori nelle popolazioni con metastasi ossee – dice Rachel McDonald del Sunnybrook Health Sciences Center a Toronto, principale autore dello studio –. Dunque i miglioramenti in QOL in tempo reale dopo la radioterapia sono sconosciuti “. Utilizzando un questionario EORTC QLQ-BM22, che è specifico per le metastasi ossee, il team guidato da McDonald ha scoperto che un “miglioramento della qualità della vita, in particolare negli ambiti legati al dolore, ai disturbi funzionali e agli aspetti psico-sociali, può essere visto come già 10 giorni dopo il trattamento. Ulteriori miglioramenti nella maggior parte degli ambiti della QOL sono stati visti anche dopo 42 trattamento”.
 
Lo studio
McDonald e colleghi hanno condotto un’analisi secondaria di un trial sul controllo di un gruppo dei sintomi che includeva pazienti provenienti da 23 centri oncologici canadesi dal 2011 al 2014. I pazienti sottoposti a radioterapia per le metastasi ossee erano quelli con un punteggio del dolore al sito di trattamento di almeno 2 (range, da 0 a 10) e sono stati seguiti per 42 giorni. Dei 298 pazienti selezionati (età media, 69 al giorno 10 e 68 al giorno 42), 122 (40,9%) hanno risposto alla radioterapia al giorno 10 e 116 (38,9%) al giorno 42. Si è così evidenziato che al giorno 10, rispetto ai non responder, i responder avevano una maggiore riduzione media del dolore (17,0 vs 1,8; p = 0,002) e nelle caratteristiche del dolore (12,8 contro 1,1; p = 0,002).
 
Inoltre i responder hanno mostrato in media più miglioramenti negli aspetti che influivano con le funzioni (aumento medio, 11,6 vs 3,6; p = 0,01) e negli aspetti psico-sociali (aumento medio, 1,2 punti nei responder rispetto a una riduzione media di 2,2 punti nei non-responder, P = 0.04). E ancora, dal basale al giorno 42, rispetto ai non responder, i responder evidenziavano un aumento dei miglioramenti fisici (6,2 incremento rispetto a 9,0 diminuzione; p <0,001), emotivi (12,3 aumento rispetto a una diminuzione 5,5; p <0,001), e nei domini della qualità della vita a livello globale (10.3 incremento rispetto a 4,5 diminuzione; p <0.001).
 
Complessivamente, il 40% dei pazienti ha sperimentato una riduzione del dolore e una migliore qualità della vita 10 giorni dopo la radioterapia, e i responders hanno mostrato ulteriori miglioramenti anche dopo 42 giorni. Conclude McDonald: “Dato il rapido miglioramento del dolore e della qualità della vita dopo il trattamento, la radioterapia per le metastasi ossee dolorose dovrebbe essere offerta anche ai pazienti con aspettativa di vita molto limitata”.
 
Fonte: JAMA Oncol 2017
 
Marilynn Larkin
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

20 Febbraio 2017

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