Aborto. Per una donna del Nord Est un’odissea. Prima di ottenere l’Ivg bussa alla porta di 22 ospedali che la rimandano indietro

Aborto. Per una donna del Nord Est un’odissea. Prima di ottenere l’Ivg bussa alla porta di 22 ospedali che la rimandano indietro

Aborto. Per una donna del Nord Est un’odissea. Prima di ottenere l’Ivg bussa alla porta di 22 ospedali che la rimandano indietro
Continuano le polemiche legate all’obiezione di coscienza alla legge 194. Questa volta la vicenda riguarda una donna di 41 anni che ha denunciato di essersi dovuta rivolgere a decine di ospedali prima di essere accolta per una IVG. Il primo no a Padova.

Una donna padovana di 41 anni che voleva abortire ha dovuto rivolgersi a 22 ospedali del Nordest, ricevendo sempre risposte negativa, tra obiezioni di coscienza e burocrazia, prima di vedere accolta la sua richiesta.
 
Un girone infernale – scrive l’Ansa – iniziato all'ospedale di Padova, e conclusosi dopo 22 dinieghi nello stesso policlinico euganeo, grazie all'interessamento della Cgil, cui la donna si era rivolta. Già madre di due figli, la 41enne si era accorta a dicembre di aspettarne un altro bambino, non atteso. Con una decisione sofferta, ha scelto di chiedere l'interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni, come prevede la legge 194.
 
Ma nonostante i tempi ormai stretti, si è sentita dire 22 volte no, a Padova, poi nel resto della regione, quindi in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige. "No non c'è posto", "ci sono le vacanze", "sono tutti obiettori", le risposte più frequenti. Fino a quando – interessata la Cgil – si è ripresentata all'ospedale di Padova ed ha potuto abortire.

01 Marzo 2017

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