Medici e operatori sotto attacco

Medici e operatori sotto attacco

Medici e operatori sotto attacco

Gentile Direttore,
in questi giorni diversi colleghi del Veneto (vedi anche la lettera del presidente Omceo di Venezia) sono stati oggetto di atti di violenza. Le aggressioni nei confronti dei medici sono in pericoloso aumento, tanto che in Puglia (Regione che sembra detenere il triste primato) è partita una campagna di sensibilizzazione ad opera dell’Omceo di Bari  per tenere alta l’attenzione su un problema finora assai sottovalutato dalle Istituzioni.
 
Il fenomeno appare diffuso a tutti gli ambiti del lavoro sanitario (medici, infermieri, tecnici) e probabilmente è sottostimato  per la tendenza a non riportare gli “incidenti “ specie se non si concludono con la necessità di cure mediche .
 
Appaiono assai preoccupanti i dati  riportati dal Nursind su questo giornale (QS 11 maggio 2017). Secondo l’indagine pubblicata, se il trend rilevato nei primi quattro mesi del 2017 dovesse venire confermato, siamo di fronte ad un aumento del 75%  di aggressioni rispetto al 2016.
 
Le aggressioni ai medici e al personale sanitario si ripetono sempre con maggior frequenza e ad esserne maggiormente colpiti sembrano quei sanitari che operano in aree di emergenza (Pronto soccorso, guardia Medica) o nei  SERT e nei Servizi psichiatrici. Non è da sottovalutare però il rischio connesso alle nuove forme di  Medicina Integrata ( come nel caso di Cavarzere e Cona ) chiamate a dare risposta ai Codici Bianchi.
 
Sembra abbastanza evidente  che all’origine delle violenze ci sia spesso una carenza dell’organizzazione dei servizi che poco ha a che fare con la professionalità del sanitario: tempi di attesa, disguidi organizzativi, pagamento dei ticket….
 
Chi opera al Front-office deve informare il paziente di regole non sempre chiare o capibili, deve trasmettere normative e dinieghi decise dalla politica e non facilmente accettate dall’utente. Lo stesso Medico di Famiglia si trova spesso in situazione di contenzioso per la necessità di “negare” delle prestazioni che fino a poco tempo fa erano  considerate un “diritto acquisito” dell’utente.
 
La Fnomceo poco tempo fa (7 aprile 2017) ha approvato una mozione, indirizzata al Ministro della salute,  per chiedere una maggiore tutela di quanti operano nel SSN: “Il SSN  deve mettere il medico e il personale  sanitario nelle situazioni di operare garantendo le più idonee condizioni di sicurezza sia del paziente che degli operatori coinvolti, promuovendo a tale scopo un’adeguata organizzazione e mettendo a disposizione strutture idonee e decorose in grado di assicurare un’adeguata assistenza”.
 
Siamo fiduciosi che questo si possa avverare quanto prima perché ci sentiamo sempre più vulnerabili ed esposti ad una violenza spesso imprevedibile. E’ innegabile che i continui tagli degli organici, l’accorpamento di ospedali   e il continuo definanziamento del SSN non fanno ben sperare.
 
Se è vero che la prevenzione rimane la migliore strategia di difesa  è necessario offrire agli operatori sanitari la possibilità di  lavorare senza affanno, con i tempi necessari , con il dovuto riposo e in strutture adeguate, potendo mettere in atto quella comunicazione tra medico e paziente che dovrebbe essere alla base  del nostro operare.
 
Non va tuttavia tralasciato  che  è altresì  auspicabile che il paziente divenuto oggigiorno “esigente” possa  essere altrettanto rispettoso , perché è sul rispetto  reciproco che si basa la civile convivenza…ma il rispetto è un fatto di cultura e su questo  si dovrebbe aprire un intero capitolo.
 
Ornella Mancin
Medico di famiglia
Referente MGI di Cavarzere e Cona (VE)

24 Luglio 2017

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