Oncologia. Via libera negli Usa alla seconda terapia cellulare per linfoma a grandi cellule B

Oncologia. Via libera negli Usa alla seconda terapia cellulare per linfoma a grandi cellule B

Oncologia. Via libera negli Usa alla seconda terapia cellulare per linfoma a grandi cellule B
L’ente regolatorio statunitense (Fda) ha dato il via libera alla seconda terapia CAR-T efficace in oncologia. CAR-T è l’acronimo di Chimeric Antigen Receptor T. Si tratta di una terapia cellulare che riprogramma le cellule del sistema immunitario a riconoscere quelle neoplastiche. Costerà 373 mila dollari, “meno” della precedente terapia immessa sul mercato che ha un prezzo di 475 mila dollari.

(Reuters Health)– Arriva sul mercato USA la seconda terapia CAR-T. La FDA americana ha approvato ieri il trattamento di Gilead, acquisito da Kite Pharma, per la cura di linfoma a grandi cellule B negli adulti, una forma di linfoma di non-Hodgkin, nei pazienti che non hanno risposto ad altri trattamenti.
 
La nuova terapia, che verrà commercializzata con il nome di Yescarta, necessita di un’unica somministrazione per essere efficace. Costerà 373 mila dollari, un prezzo per la verità inferiore rispetto ai 475 mila dollari di Kymriah, la prima CAR-T approvata, messa a punto da Novartis, che ha avuto l’ok dell’ente americano ad agosto ed è indicata contro la leucemia linfoblastica acuta a cellule B, la più comune forma di cancro infantile negli USA.  In un trial clinico decisivo condotto su più di 100 adulti, il 51% dei pazienti trattati con Yescarta ha raggiunto la remissione completa della malattia, molto più della terapia standard.
 
CAR-T è l‘acronimo di chimeric antigen receptor T, una terapia cellulare che riprogramma le cellule del sistema immunitario a riconoscere quelle neoplastiche. Un processo che richiede il prelievo delle cellule dal paziente, l’invio a laboratori specializzati per la loro re-ingegnerizzazione e quindi la re-infusione. Anche per questo il costo delle CAR-T è molto alto. Tuttavia il prezzo ha acceso un nuovo dibattito.
 
A tal proposito, Gilead ha dichiarato di essere in trattativa e di essere comunque “aperta a considerare diverse soluzioni che migliorino l’accesso ai pazienti”. Le azioni di Gilead sono salite di quasi il 4% a 83 dollari, mentre l’analista di Jefferies, Michael Yee, ha dichiarato che Yescarta potrebbe generare vendite per 250 milioni di dollari nel 2018. Secondo l’azienda biotech americana, circa 7500 pazienti con linfoma ogni anno potrebbero essere selezionati per la terapia, nei soli Stati Uniti. 
 
Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Quotidiano Sanità e Daily Health Industry)

19 Ottobre 2017

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