Roi: “Importante risultato verso il riconoscimento della professione sanitaria”
L’articolo 7 è stato approvato nella versione licenziata dalla Commissione Affari Sociali lo scorso settembre, con 223 voti a favore su 351 deputati votanti, una larga maggioranza della Camera dei Deputati, nonostante fossero stati presentati ulteriori emendamenti che proponevano nuove modifiche del testo. Questa votazione segna un importante traguardo verso il riconoscimento della professione dell’osteopata in Italia", commenta in una nota il Registro degli osteopati italiani (Roi).
“Si tratta di un altro importante risultato verso il riconoscimento della professione sanitaria” – dichiara Paola Sciomachen, Presidente del ROI – Registro degli Osteopati d’Italia. “Il passaggio alla Camera dell’articolo 7, senza che abbia subito modifiche, esprime la qualità del lavoro svolto dalla Commissione Affari Sociali e dal suo Presidente, Mario Marazziti. La strada per il riconoscimento è ancora lunga e impegnativa. Continuiamo a lavorare perché, anche in Italia, come negli altri Paesi d’Europa, l’osteopatia abbia la propria autonomia e identità, a tutela dei milioni di italiani che ogni anno si rivolgono alle cure osteopatiche, dei nostri professionisti, sempre più numerosi, e degli studenti che si stanno formando”.
Ora il DDL, nella sua attuale formulazione, dovrà ritornare in Senato in seconda lettura a più di tre anni dalla sua nascita. “Auspichiamo un passaggio rapido e senza intralci al Senato, a cui dare seguito avviando senza indugio l’iter previsto per l’istituzione della professione” – continua Paola Sciomachen. “Il voto della Camera è il risultato di tre anni di dibattiti, confronti e votazioni. Ora è prioritario definire le competenze professionali esclusive della professione di osteopata ed i requisiti formativi per esercitarla”.
L’iter delineato dal DDL Lorenzin prevede infatti, per la successiva istituzione della professione sanitaria di osteopata, la definizione delle competenze professionali e del relativo curriculum formativo, previo parere tecnico scientifico del Consiglio Superiore di Sanità (Css) e con accordi sanciti in Conferenza Stato Regioni. Con decreto del Ministero dell’Istruzione (Miur) si dovrà poi definire l’ordinamento didattico della formazione universitaria delle nuove professioni, come previsto dall’articolo 3 – bis del DDL.
25 Ottobre 2017
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: "Cifre diffuse non corrispondono alla bozza"

Estati torride, l'aria condizionata non è sostenibile sul lungo periodo. Gli scienziati cercano alternative

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Influenza. Via libera alla Circolare 2026-2027: vaccino raccomandato a partire dai 6 mesi. Soglia per i vaccini potenziati abbassata a 60 anni