Contraccezione d’emergenza. L’importanza di un counselling adeguato

Contraccezione d’emergenza. L’importanza di un counselling adeguato

Contraccezione d’emergenza. L’importanza di un counselling adeguato
La pillola del giorno dopo è una grande opportunità per le donne che, dopo un rapporto sessuale non coperto da un metodo contraccettivo, vogliano evitare una gravidanza indesiderata. Ora è possibile per le maggiorenni acquistarla senza obbligo di ricetta. Ma servono informazioni per spiegare quali sono le opzioni farmacologiche e la loro diversa efficacia. Se n’è discusso al Congresso nazionale della Sic che si è chiuso oggi a Firenze.

“La contraccezione ormonale di emergenza è certamente un’opportunità importante per le donne che, dopo un rapporto sessuale potenzialmente fecondo perché senza protezione contraccettiva, vogliano comunque evitare una gravidanza non desiderata. La possibilità di acquisto diretto in farmacia senza l’obbligo di esibire una prescrizione medica, anche se limitato alle sole donne di maggiore età, ha rappresentato un importante passo in avanti; le donne che vi ricorrono, tuttavia, con l’eccezione di quelle che hanno un ginecologo di fiducia, rischiano di perdere la possibilità di un’adeguata informazione sulle possibili opzioni. Per le ragazze minorenni rimane invece fondamentale il ruolo del ginecologo, non solo in ordine alla scelta della pillola del giorno dopo da utilizzare, ma anche per fornire informazioni sulla contraccezione in generale e su quella ormonale in particolare. Certo è che le mutate condizioni di dispensazione fanno sì che sia ora il farmacista a dover portare avanti un’azione di informazione, sintetica ma completa, nei confronti delle donne, anche allo scopo di far conoscere le differenze esistenti tra le due opzioni farmacologiche disponibili”.
 
È quanto ha spiegato Francesco Maria Primiero, Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia alla Sapienza Università di Roma, che – nel corso del suo intervento al 9° Congresso nazionale della Società italiana della contraccezione che si è chiuso oggi a Firenze –  ha puntato i riflettori sulla contraccezione d’emergenza e sulle opzioni a base di di Ulipristal acetato (ellaOne il nome commerciale) e di Levonorgestrel (Norlevo il nome commerciale).
 
“Entrambe le pillole del giorno dopo sono efficaci – ha spiegato – ma il farmaco a base di Ulipristal acetato, quando confrontato con quello a base di Levonorgestrel, risulta significativamente più efficace, con un rischio di fallimento del metodo (e quindi di gravidanza) ridotto di oltre il 60% se assunto nelle prime 24 ore dal rapporto a rischio. Identico è invece il profilo di tollerabilità e praticamente nulli i rischi per la salute, come riconosciuto dalle agenzie regolatorie nazionali ed europea al momento di consentirne la dispensazione senza obbligo di prescrizione. Questa differenza tra le due opzioni è quindi opportuno che venga ben spiegata”.
 
Primiero ha ricordato come il ricorso alla contraccezione di emergenza, specialmente dopo l’introduzione della nuova normativa, abbia almeno in parte contribuito ad accelerare la riduzione del numero delle Interruzioni volontarie di gravidanza, fenomeno peraltro presente già da anni. “Come emerso dall’ultima Relazione del Ministro Lorenzin in Parlamento sull’applicazione della legge 194 – ha sottolineato – nel 2015 il numero degli aborti è calato del 9,3% rispetto all’anno precedente, a fronte di pregresse diminuzioni dell’ordine del 3-4%, scendendo per la prima volta al di sotto dei 90 mila casi. Questa più accentuata contrazione del numero di aborti è stata osservata proprio nei trimestri successivi al via libera dell’Aifa alla vendita dell’Ulipristal acetato senza obbligo di prescrizione medica”.
 
Per l’esperto è quindi fondamentale continuare a informare le donne sulle tutte le possibili opportunità disponibili per evitare una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale a rischio.  “La nuova generazione di pillole per la contraccezione d’emergenza a base di Ulipristal acetato, un modulatore selettivo del recettore del progesterone, non solo sposta in avanti l’ovulazione di circa 5 giorni, ben oltre le possibilità di sopravvivenza dello spermatozoo, ma, a differenza del levonorgestrel, è in grado di agire anche se il processo che conduce all’ovulazione è già iniziato, ma non ancora completato. Nessuna efficacia, invece, per entrambe le formulazioni, se l’assunzione è successiva all’ovulazione; cosa questa che sottolinea l’importanza della precocità dell’intervento terapeutico e che ha spinto le autorità regolatorie a consentire, in assenza di sostanziali rischi, l’acquisizione diretta in farmacia da parte delle donne di maggiore età.

28 Ottobre 2017

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