Marazziti (Des-Cd): “Un provvedimento aperto e innovativo. Una delle grandi riforme di questa legislatura”
“E’ una legge attesa da molto tempo e produrrà miglioramenti decisivi nella nostro sistema sanitario. Penso, fra l’altro, alle sperimentazioni cliniche, alla brevettabilità della ricerca non profit, al forte sostegno alla ricerca pubblica, all’individuazione e istituzione delle nuove professioni sanitarie sulla base di criteri oggettivi, in tempi ragionevolmente certi, con istanza anche dal basso”.
“Da relatore alla Camera – ha sottolineato Marazziti -, ho insistito per un provvedimento aperto che superasse vecchie logiche che sottoponevano ai partiti la decisione per essere riconosciuti professione sanitaria, con veti incrociati”.
E quindi nell’ambito della disciplina delle professioni sanitarie, Marazziti ha lavorato “non per due o tre nuove professioni, ma al contrario, per una nuova procedura che permette ai richiedenti tempi certi per presentare anche dal basso le proprie istanze, e vedere il Ministero della Salute e il CSS pronunciarsi nell’arco di 6 mesi, la Conferenza Stato-Regioni valutare il fabbisogno e la domanda pubblica per le nuove professioni sanitarie, il MIUR e il Ministero della Salute fissare i corsi di studi e le equipollenze”. Una procedura che riguarderà anche le prime due professioni individuate, l’osteopata e il chiropratico, “la cui istituzione seguirà le nuove disposizioni”.
La valutazione diventa tecnica e scientifica: “Non è più la politica a dover portare avanti una professione o un’altra – ha ribadito Marazziti – E nella Commissione di valutazione non sono gli Ordini delle professioni già esistenti a decidere sulle nuove. La politica torna quello che deve essere: capacità di sintesi e indirizzo. Non potere al servizio della lobby più forte al momento”.
“Ma in questo Disegno di Legge ci sono, almeno, altre tre cose importanti: le norme sulla sperimentazione clinica dei medicinali, quelle sulla riorganizzazione degli Ordini professionali e quelle sulla medicina di genere. Mi riferisco alla riforma dei Comitati Etici, indispensabili per autorizzare e accompagnare una sperimentazione: non più di 40, con la nascita di un Centro di Coordinamento presso l’AIFA, che, con il Ministero della Salute favorirà efficienza, trasparenza e l’assenza di conflitti possibili di interessi nelle fasi della ricerca. E penso alla valorizzazione della ricerca pubblica con un meccanismo di compensazione, remunerazione, e un volano possibile di finanziamento per gli istituti di ricerca pubblici quando un’innovazione nata in quegli ambiti venga poi sviluppata da privati. I ricercatori pubblici potranno fidelizzarsi in ambito pubblico senza necessità di uscirne”.
E sulla riorganizzazione degli ordini professionali, su cui Fnomceo aveva espresso preoccupazioni “che ho attribuito a una non comprensione iniziale dei miglioramenti del testo”, Marazziti ha sottolineato: “Io penso che la funzione di utilità pubblica degli ordini professionali esca molto rafforzata da questa legge. Vengono introdotti principi basilari di maggiore democraticità, incoraggiamento a una partecipazione più ampia con la possibilità anche, quando opportune, di nuove forme di partecipazione al voto, l’introduzione di quorum per la validità del voto, la spinta a un progressivo riequilibrio nella rappresentanza di genere, un rinnovamento generazionale più marcato, l’introduzione di un numero massimo di due mandati consecutivi, come accade del resto per i sindaci”. Cose già messe in campo di recente da altri ordini professionali, dagli avvocati agli architetti, agli assistenti sociali. “L’introduzione di un Presidente del Collegio dei Revisori dall’albo dei Revisori dei conti diventa un elemento di garanzia per tutti gli iscritti e di professionalità, a sostegno della leadership degli Ordini”.
“Sono fiero – ha concluso Marazziti – di aver contribuito in modo decisivo alla realizzazione di un provvedimento utile sia per cittadini sia i professionisti in ambito sanitario. Questa legge sulla Salute è uno di quei casi in cui la politica fa fino in fondo il suo mestiere, mettendosi a servizio di tutti”.
22 Dicembre 2017
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