Ordine degli infermieri: che sia l’inizio e non la fine

Ordine degli infermieri: che sia l’inizio e non la fine

Ordine degli infermieri: che sia l’inizio e non la fine

Gentile direttore,
alla notizia della approvazione in legge del ddl Lorenzin sono immediatamente iniziate da più parti le immancabili rivendicazioni di paternità e/o di esultanza e interpretazioni di ogni tipo fra cui quella che ipotizzava un automatico riconoscimento economico. Su tale supposizione più che azzardata corre l’obbligo (solo al propedeutico fine di evitare che alla notizia qualcuno cominci a indebitarsi con spese folli) di smorzare gli entusiasmi e porre con razionalità alcune considerazioni e precisazioni.
 
L’istituzione dell’Ordine in sé non comporta né può comportare alcun riconoscimento economico per il semplice motivo che i rinnovi contrattuali coinvolgono tutto il personale del comparto sanità e non solo gli infermieri.
 
Del resto in un sistema di relazioni sindacali che recentemente ha sancito la riduzione dei comparti sarebbe anacronistico il solo ipotizzare l’istituzione di una specifica area contrattuale infermieristica .Quindi un’ Ipotesi fantascientifica la cui percentuale di possibilità sarebbe pari a quella di poter andare a passeggiare sul sole.
 
Purtroppo, Ordine o non Ordine, la triste e prossima prospettiva in materia salariale rimane ancorata alle famose 80 euro medie ,per giunta a regime ! Euro più euro meno….

Ciononostante assistiamo, da parte di alcune organizzazioni sindacali e soggetti politici, a slogan e campagne acquisti (che forse sarebbe meglio definire campagne di trattenimento dalla fuga) che enfatizzano richieste di aumenti che vanno dalle 250 fino alle 500 euro.

Alla fattibilità di tali pseudo richieste non crede neanche chi spropositatamente le enfatizza tramite social o qualche locandina fatta in casa, tanto chiedere o fingere di chiedere è gratis ed esente anche da qualsiasi marca da bollo, ma la mamma dei creduloni è sempre incinta anche perché confortata dalla notizia di essere ben assistita al momento del parto nei nuovi punti nascita presso il Conad.
 
Restiamo pertanto solo moderatamente soddisfatti dal decreto che riteniamo non debba essere considerato come punto d’arrivo bensì d’inizio di una serie di ulteriori e reali riconoscimenti, che ancora dovranno essere assunti, atti a modificare l’odierna visione medicocentrica della sanità, che possano rimuovere la quotidiana dequalificazione della categoria, ancora costretta all’assistenza alberghiera in assenza di OSS, e tanto altro ancora…
 
Toccherà quindi alla prossima legislatura il compito di predisporre in tempi celeri le opportune verifiche e costruire un costruttivo confronto dialettico teso a valutarne gli effetti applicativi, studiare eventuali correttivi e predisporre eventuale legislazione di supporto.

In assenza l’odierna istituzione rischia di diventare solo una nuova tassa oltre che una nuova gerarchia di subordine.

Occhi e orecchie aperte dunque aspettando fiduciosi il completamento dell’opera.

Intanto godiamoci la buona notizia oltre che un Buon Natale.
 
Sarah Yacoubi
Segretario Nazionale F.S.I. 

27 Dicembre 2017

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