Cimo: “Un ulteriore colpo alla sanità pubblica”
"In un contesto che vede un aumento esponenziale dell’out of pocket, con evidenti difficoltà economiche di una larga fetta di cittadini soprattutto in quelle aree dove i LEA non sono ancora assicurati – aggiunge Quici – si assiste infatti ad una ulteriore disparità di accesso alle cure tra i cittadini italiani, disparità che di fatto è sugellata da una aspettativa di vita particolarmente bassa per alcune regioni del sud. Sembrerebbe quindi inascoltato lo stesso resoconto di Osservatorio Salute pubblicato alcuni giorni fa che denuncia, a chiare lettere, gli effetti distorsivi del federalismo sanitario. Come medici siamo preoccupati non solo per il settore che rappresentiamo, ma soprattutto per i cittadini e le famiglie, che vedono calpestati i loro diritti, e per le risorse pubbliche, che rischiano di essere ripartite "alla rovescia".
"Ancora una volta, come CIMO e come professionisti della sanità, invitiamo la politica a farsi vigile sulle conseguenze dell’applicazione delle norme e soprattutto di “battere un colpo” per il rilancio del servizio sanitario pubblico, che deve diventare uno dei fattori per la crescita dei territori e degli standard di vita nazionali", conclude.
23 Aprile 2018
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