La Relazione del ministero della Salute sul Piano nazionale di controllo Ogm. Ecco i risultati 2017

La Relazione del ministero della Salute sul Piano nazionale di controllo Ogm. Ecco i risultati 2017

La Relazione del ministero della Salute sul Piano nazionale di controllo Ogm. Ecco i risultati 2017
Nel 4% dei 671 campioni alimentari del territorio, prelevati e analizzati dal ministero, è risultata la presenza di Ogm autorizzati, nella maggioranza dei casi al di sotto del limite di quantificazione (0,9%), quindi conformi alla norma vigente. Sul territorio tutti i campioni sono conformi. Si conferma che in Italia la presenza di Ogm, autorizzati e non, negli alimenti continua ad essere decisamente limitata e a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione. LA RELAZIONE

Su 671 campioni appartenenti a diverse matrici alimentari prelevati e analizzati nel 2017 sul territorio, il 100% è risultato conforme e solo il 4% ha dato un risultato di positività agli OGM autorizzati. Un risultato che conferma sempre di più, sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare, che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto. Mentre su 111 campionamenti effettuati su alimenti di importazione, tre sono risultati non conformi per il riscontro di riso GM non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina.
 
È quanto emerso dalla Relazione 2017 sul Piano nazionale di controllo Ogm redatta dal ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli Ogm (Crogm) e l’Istituto superiore di sanità.
 
Un Piano nazionale triennale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti, predisposto dalla Salute dal 2006, e finalizzato alla programmazione e al coordinamento delle attività di controllo svolte in questo specifico settore da parte delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione, sia della normativa quadro del settore degli Ogm, i regolamenti comunitari (1829/2003 e 1830/2003), sia del regolamento CE n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali. Il 2017 è il terzo anno della programmazione del Piano Nazionale OGM 2015-2018.
 
I risultati. Dall’elaborazione dei dati presenti nel database nazionale risulta che il numero complessivo dei campioni, prelevati nel 2017 e analizzati, è stato di 782, di cui 671 sul territorio e 111 all’importazione. 
Sul territorio sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime principalmente a base di mais, di soia e di riso. Relativamente alle matrici analizzate, 560 campioni nel circuito convenzionale e 111 nel circuito biologico, è emerso che circa il 41% (277 campioni) ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 15,3% (103 campioni) latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 12,8% (86 campioni) prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 6,8% (46 campioni) pasta e noodles; il 4,6% (31 campioni) snacks, dessert e altri alimenti. prodotti per lattanti e bambini, legumi e semi oleaginosi, preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali intorno e al disotto del 4 %.
 
Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Campania hanno effettuato un maggior numero di campioni nel circuito biologico rispetto alle altre Regioni. Dei 671 campioni alimentari del territorio prelevati e analizzati è risultato positivo il 4%.
 
L’attività all’importazione ha presentato un lieve decremento con 111 campionamenti effettuati, rispetto ai 123 del 2016, di questi campioni 3 sono risultati non conformi per il riscontro di riso GM non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina. Si ribadisce l’importanza che gli uffici di frontiera rivestono in qualità di prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi. Il loro contributo è fondamentale alla realizzazione di quanto programmato proprio in relazione al ruolo primario che rivestono nella catena dei controlli ufficiali.
 
Altro ruolo fondamentale nella attività di controllo viene svolto dai laboratori pubblici, ricorda il ministero della Salute. Tenuto conto dei risultati complessivi ottenuti anche per il 2017, sottolinea quindi la Relazione, si può concludere che per i prodotti alimentari, sul mercato italiano, permane il rispetto dei requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando in tal modo l’informazione al consumatore. Si conferma, inoltre, che in Italia la presenza di Ogm, autorizzati e non, negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione.

21 Agosto 2018

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