Incombenze amministrative. Chi dovrebbe farsene carico al posto del medico?

Incombenze amministrative. Chi dovrebbe farsene carico al posto del medico?

Incombenze amministrative. Chi dovrebbe farsene carico al posto del medico?

Gentile Direttore,
scorrendo gli articoli pubblicati sul suo giornale che, devo dire, aiutano il lettore ad ampliare la prospettiva e aumentare le angolature visive per meglio capire i fatti che pregnano la sanità italiana, leggo con molto interesse due linee di pensiero che, proverò di seguito a spiegare, confliggono o per lo meno stridono nei loro aspetti concettuali.

Dunque, non pochi pezzi pubblicati dalla sua redazione, evidenziano con molte sottolineature l'importante carenza di medici che, cito a memoria, ha messo in grave crisi la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale.

Ora, nulla si può eccepire sulla questione, ho personalmente potuto osservare le difficoltà che i medici stanno vivendo nel territorio milanese dopo il blocco del turn over agito negli ultimi anni e lo speculare aggravio delle prestazioni imposte dalla recente riforma del Sistema Sanitario Regionale.
E vero, mancano medici.

Cristallizzato questo concetto che, come su detto, mi trova perfettamente d’accordo, leggo, sempre tra le pagine del suo notiziario, una riflessione espressa da un medico che vuole una devoluzione di alcune funzioni, tipiche della propria professione, al personale di supporto adeguatamente formato.

Una per tutte, dice il medico, si parla sempre delle su richiamate funzioni, potrebbe essere la compilazione delle SDO e delle impegnative per richieste di esami ematochimici e strumentali. L’argomentazione a suggello di questa tesi espressa dal medico di cui sopra, consiste di affrancare il medico da inutili funzioni amministrative al fine di concedergli più tempo per l'assistenza dell'ammalato.
Potrebbe essere un'idea.

Certo, devolvere la compilazione delle SDO, che fino ad oggi sono di esclusiva responsabilità del Direttore dell’Unità Operativa, all'Operatore Socio Sanitario (OSS), forse, ed esprimo un mio modesto pensiero, è un piccolo azzardo.

Vede, se si parla di personale di supporto e si vogliono tenere fuori dalla discussione gli infermieri che una volta, ma tanti anni fa, si vedevano appellare in tal modo, rimangono solo gli OSS.

È pressoché improbabile, riconoscendole anche senza conoscerla una certa intelligenza, che la collega medico volesse intendere gli infermieri come personale di supporto adeguatamente formato.

Se ciò fosse vero, la pregiatissima collega avrebbe perso, con molta ingenuità, gli ultimi anni di produzione normativa e fattuale che, non da ultimo, hanno permesso la costituzione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche.

Acclarato ciò come un equivoco semantico, rimane la questione degli OSS.

Vede Direttore, gli operatori socio sanitari stanno facendo un grosso sforzo per inserirsi nel mondo sanitario e la loro funzione è encomiabile se ben inserita nell'equipe assistenziale; lasciamoli percorrere la loro strada che non è facile ed evitiamo, se posso esprimere il mio parere, di aggiungere alle loro mansioni la compilazione delle SDO e delle impegnative: forse è un po' troppo.

Un caro saluto

Ciro Balzano
Infermiere, Giurista e Consigliere OPI Milano – Lodi – Brianza

Ciro Balzano (Opi Milano-Lodi-Brianza)

31 Agosto 2018

© Riproduzione riservata

Collaborare non fa rima con burocrazia
Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama...

Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti
Il falso mito dei tetti di spesa: in Sardegna investire nel personale significa ridurre costi, precariato e gettonisti

Gentile Direttore,il recente intervento del presidente CIMO-FESMED Guido Quici, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto diretto tra carenza di personale, riduzione dell’offerta sanitaria e aumento delle liste d’attesa, coglie uno...

Hta e chirurgia robotica, primo banco di prova per il governo dell’innovazione nel Ssn
Hta e chirurgia robotica, primo banco di prova per il governo dell’innovazione nel Ssn

Gentile Direttore, le raccomandazioni adottate dalla Cabina di regia per l’Health Technology Assessment (HTA) dei dispositivi medici del Ministero della Salute a seguito del giudizio di appraisal fondato sul Report...

Senza dati non c’è AI: la sfida europea e il ruolo strategico dell’Italia
Senza dati non c’è AI: la sfida europea e il ruolo strategico dell’Italia

Gentile direttore,nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale in sanità si continua a sopravvalutare la dimensione algoritmica e a sottovalutare quella infrastrutturale. Eppure, il vero fattore abilitante, e al tempo stesso il...