Specializzazioni non mediche. Le ostetriche: “Anche nostra professione sia considerata per estensione borse di studio”

Specializzazioni non mediche. Le ostetriche: “Anche nostra professione sia considerata per estensione borse di studio”

Specializzazioni non mediche. Le ostetriche: “Anche nostra professione sia considerata per estensione borse di studio”
La Fnopo “plaude e supporta la richiesta dei deputati 5stelle Tuzi e Melicchio, di valutare la possibilità di estendere le borse di studio anche a specializzazioni ospedaliere non mediche (biologi, chimici, farmacisti, veterinari, infermieri) chiedendo che venga inclusa anche la Categoria ostetrica”.

“La durata del tirocinio nel corso di Laurea in Ostetricia, su richiesta della Federazione, nel 2001 è stato implementato del 10 per cento al fine di garantire agli studenti un tempo maggiore per imparare a mettere in pratica quanto si apprende in aula. L’esperienza del tirocinio, fondamentale nella formazione curriculare dell’ostetrica per il corretto approccio con la donna, la coppia, i colleghi e con gli altri professionisti di area non sempre viene vissuta dallo studente, specie se fuori sede, con la necessaria serenità poiché connessa a un costo che le famiglie affrontano con sacrificio – affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) -. In quanto organo politico della Categoria, ci sentiamo in dovere di farci portavoce dei diritti degli studenti in ostetricia che al pari di altri studenti delle professioni sanitarie, attraverso borse di studio riceverebbero, se meritevoli, un aiuto concreto al loro percorso di studio”. 
 
“Come Federazione plaudiamo e supportiamo la richiesta dei deputati 5stelle in Commissione Cultura, Manuel Tuzi e Alessandro Melicchio, di valutare la possibilità di estendere le borse di studio anche a specializzazioni ospedaliere non mediche (biologi, chimici, farmacisti, veterinari, infermieri) chiedendo che venga inclusa anche la Categoria ostetrica – afferma la presidente FNOPO, Maria Vicario – Al pari delle altre professioni sanitarie, infatti, anche quella ostetrica svolge un ruolo specifico nell’ambito della prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione per l’ambito di competenza del settore scientifico disciplinare  – SSD MED 47 -. L’ostetrica rappresenta la figura impegnata nella tutela e promozione della salute delle donne e del nascituro, e dunque della loro vita. Sostenere con borse di studio le future professioniste della salute femminile significherebbe aiutare anche la qualità di assistenza sanitaria offerta”.
 
“Chi come noi ha insegnato o insegna nei corsi di Laurea in Ostetricia – spiegano la vicepresidente FNOPO, Silvia Vaccari e la consigliera FNOPO responsabile dell’anticorruzione e trasparenza, Iolanda Rinaldi – si rende conto di quanto sia importante dare una possibilità concreta a studenti capaci e meritevoli di poter studiare nonostante i costi e l'impegno che devono affrontare e rendere concreto il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione. Personalmente, in quanto presidente dell’Ordine professionale di Modena – aggiunge la vicepresidente Vaccari – ho già fatto istituire delle borse di studio per gli studenti del corso di Laurea in Ostetricia nell’ateneo della mia città. Atenei come quelli di Roma rappresentano un polo attrattivo per moltissimi studenti fuori sede. Ragazzi che lasciano le loro città o regioni d’origine per studiare – aggiunge la dottoressa Rinaldi –. Sappiamo benissimo come una voce cospicua nelle loro spese sia rappresentata dagli affitti, che in città come Roma sono molto alti. Poter contare su una borsa di studio che consenta di affrontare l’acquisto di libri o di materiale didattico con più serenità può evitare che studenti promettenti si trovino davanti alla scelta di dover abbandonare”. 
 
“La formazione di qualità a tutti i livelli continua a essere uno degli impegni prioritari della Federazione, in particolare l’innalzamento del percorso formativo delle ostetriche dall’attuale triennio al quinquennio, ovvero come avveniva prima della riforma – concludono le rappresentanti delle 22mila ostetriche italiane -. Le ostetriche vogliono sapere sempre meglio quello che sono chiamate a fare, non solo per avere gli strumenti idonei per affrontare le responsabilità e i rischi correlati al loro lavoro, ma anche per essere ancora più vicine alle donne, alle copie e alla comunità anche attraverso il modello di ostetricia di famiglia e di comunità”.

11 Dicembre 2018

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