L’Enpapi va commissariato

L’Enpapi va commissariato

L’Enpapi va commissariato

Gentile Direttore,
la preoccupazione per gli infermieri contribuenti della cassa di previdenza ENPAPI è oggi ai massimi livelli.Nello scorso dicembre sono state indette le elezioni dei nuovi delegati provinciali, presiedute da un presidente indagato per corruzione ed ostacolo alle indagini, promotore della lista “Continuità e Trasparenza” la quale, senza l’intervento del Ministero del Lavoro, ha la concreta possibilità di gestire l’ente nel solco dell'ex presidente Schiavon (per togliere ogni dubbio si è ricandidato quasi tutto il gruppo uscente che compone gli organi statutari).
 
Inoltre, a differenza di quanto accaduto nelle precedenti tornate elettorali ed a seguito di una singolare interpretazione della norma regolamentare, sono stati esclusi dalla competizione coloro che avevano in corso un piano di rateizzazione per il versamento dei contributi mentre, a Milano, è stato ammesso un candidato iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli.
 
Per tornare ad oggi, su cinque componenti del CDA dell’Ente, tre si trovano ormai da tempo in una condizione di conflitto di interessi tra cui, caso eclatante, l’attuale vicepresidente Giovanna Bertoglio, che ha assunto le veci del presidente a causa dell’arresto e delle successive dimissioni di Schiavon (giunte peraltro solo pochi giorni fa): la vicepresidente ha infatti un contenzioso aperto (insieme a Schiavon) con ENPAPI relativamente ad emolumenti che, secondo la legge Madia, potrebbero essere stati indebitamente percepiti.
 
La gestione da parte della vicepresidente si è subito rivelata improntata alle forzature; è stata fatta circolare, all’interno del Consiglio di Indirizzo Generale, una richiesta di deroga ai tempi previsti dallo statuto per la valutazione del bilancio, con l’obiettivo di approvarlo in tempi brevi, onde poter anticipare l’elezione degli organi al 5 aprile anziché come previsto dalla formale convocazione che prevedeva il 18 aprile; ieri una nuova comunicazione a firma Bertoglio con un ulteriore anticipo al 26 marzo, una corsa inutile visto che gli organi di governo sono decaduti il 13 marzo.
 
Sul lato finanziario ed extra giudiziario preoccupano invece le recenti voci (sembra che ormai ci si debba affidare a queste visto che, come nel caso delle dimissioni del presidente, gli iscritti non hanno diritto a ricevere informazioni ufficiali) secondo le quali l’ente, per la prima volta nella sua storia, ha subito importanti perdite a seguito di investimenti inappropriati o che comunque non hanno generato i profitti attesi.
 
Restiamo altresì in fiduciosa attesa dell’intervento della FNOPI, componente della “Commissione Paritetica con ENPAPI”, che ad oggi non è ancora fattivamente intervenuta a tutela del decoro e dell’immagine della professione, fortemente messa in discussione dai fatti di cronaca giudiziaria in corso, insieme a tutto il patrimonio previdenziale dei circa 70.000 iscritti a vario titolo ad Enpapi.
 
C’è da chiedersi come mai il Consiglio di Amministrazione e gli organi vigilanti ministeriali in 7 anni, periodo contestato dalla magistratura in cui sarebbero avvenuti i fatti, non abbiano rilevato illeciti di simile portata, ma soprattutto che il sistema abbia permesso investimenti così rischiosi senza alcuna forma di tutela del patrimonio contributivo degli iscritti, nonostante le numerose segnalazioni da parte degli iscritti ENPAPI circa le irregolarità elettorali ed i rilievi sopra evidenziati.
 
È indispensabile infine assicurare una terzietà di governo dell’Ente in questa delicatissima fase, per fare chiarezza e intervenire per prevenire ulteriori danni da parte di chi ha amministrato l’Ente sino ad oggi al fine di ripristinare la trasparenza (quella vera e non dichiarata) e la legalità.
 
Solo il commissariamento dell’Ente oggi può assicurare trasparenza e legalità.
 
Dott. Andrea Guandalini (MN), Dott. Giovanni Muttillo (MI), Dott. Stefano Bazzana (BS), Dott. Roberto Ferrari (BS) a nome della Lista “Enpapi cambia verso”

16 Marzo 2019

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