Farmacisti. Mnlf contro Fenagifar: “Sorprende che dei giovani o presunti tali siano a favore di un sostanziale numero chiuso e contrari alle liberalizzazioni”

Farmacisti. Mnlf contro Fenagifar: “Sorprende che dei giovani o presunti tali siano a favore di un sostanziale numero chiuso e contrari alle liberalizzazioni”

Farmacisti. Mnlf contro Fenagifar: “Sorprende che dei giovani o presunti tali siano a favore di un sostanziale numero chiuso e contrari alle liberalizzazioni”
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti critica le posizioni dei giovani farmacisti su accesso a Università e liberalizzazioni. “Consentire dispensazioni farmaci nelle parafarmacie e rendere obbligatoria la presenza del farmacista nei luoghi di cura”

“Non sorprende che un'Associazione come la Fenagifar che nel suo Consiglio Direttivo ha su 11 componenti almeno 9 tra figli di farmacisti titolari di farmacia e titolari veri e propri, si dichiari contro qualsiasi riforma del settore della farmacia. Quello che sorprende è che dei giovani o presunti tali siano anche a favore di un sostanziale numero chiuso alla Facoltà di farmacia”. È quanto scrive in una nota il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che critica le posizioni dei giovani farmacisti
 
“Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti- prosegue la nota – ha già spiegato davanti alla Commissione Cultura della Camera come esistano diversi dubbi sia metodologici che interpretativi rispetto ai dati riportati dalla FOFI, spiegando come gli stessi siano stati utilizzati in modo strumentale alle proprie tesi. Tuttavia, il punto che lega i dati sulla disoccupazione, frutto anche dell'abusivismo professionale, e il tema delle riforme del settore non ha la sua soluzione nell'impedire che gli studenti s'iscrivano al corso di laurea in farmacia. Ci piacerebbe sapere su questo tema cosa ne pensano le organizzazioni studentesche, visto e considerato che si sta parlando del loro futuro”.
 
“E ripetiamo – incalza il Mnlf – la domanda: "quale sarebbe l'impatto per l'occupazione del farmacista italiano se la legislazione relativa alla dispensazione dei farmaci fosse riformata e  consentito al farmacista che lavora negli esercizi di vicinato (parafarmacie) di fare il lavoro per cui è stato laureato ed abilitato al 100% e non al 10 come oggi avviene? Quanti occupati avremmo se nei luoghi privati di degenza e cura dove sono utilizzati i farmaci fosse resa obbligatoria la presenza della figura professionale del farmacista? Potremmo ancora permetterci di parlare di fabbisogno pari a zero o al contrario, come crediamo, di un fabbisogno superiore all'attuale?”
 
“Degli interessi della GDO – precisa la nota – a noi non interessa nulla, noi sappiamo solo che molti farmacisti anche  giovani, mantengono, con il vantaggio della libertà professionale,  molte famiglie e, sappiamo anche che nessuno è sceso in piazza o si è "stracciato le vesti" quando il governo Renzi ha permesso l'entrata dei capitali privati nella proprietà delle farmacie, questo qualcuno si chiama Federfarma. Gli esiti di queste scelte sono state ben rappresentate dalla trasmissione Report e dal servizio di Giuliano Marrucci.  Ai cittadini aspetta un domani di farmaci e sigarette”.
 
“Al contrario – conclude il Mnlf – , in una situazione economica difficile per il Paese, noi proponiamo riforme a costo zero per lo Stato, non false liberalizzazioni anarchiche fatte per soddisfare il potente di turno, ma riforme che coniugano diritti dei professionisti con gli interessi dei cittadini, che portano vantaggi sia in termini occupazionali che negli investimenti.   La politica deve trovare il coraggio di fare delle scelte”. 
 

03 Aprile 2019

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