Encefalite da zecche. Il Veneto amplia l’offerta vaccinale

Encefalite da zecche. Il Veneto amplia l’offerta vaccinale

Encefalite da zecche. Il Veneto amplia l’offerta vaccinale
Offerta gratuita o a prezzo agevolato del vaccino, in base a precisi criteri come l’area di residenza più o meno a rischio. Lanzarin: “Abbiamo recepito una necessità di profilassi emersa su alcuni territori, segnatamente il bellunese, dove la diffusione delle zecche è significativa”. In Veneto, nel periodo 2006-2018, si sono verificati 266 casi di TBE, quasi tutti nelle aree montane o pedemontane della Regione. Belluno la provincia più colpita, con 153 casi.

Con una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità, il Veneto ha ampliato e agevolato l’accesso alla vaccinazione contro l’encefalite da zecche (TBE), mediante l’offerta gratuita o a prezzo agevolato del vaccino. Le novità riguardano l’offerta gratuita per tutti i residenti nell’Azienda ULSS 1 Dolomiti (Provincia di Belluno), in quanto area ad alta endemia, su richiesta degli interessati; il mantenimento dell’offerta gratuita ai volontari della Protezione civile e del Soccorso alpino; l’offerta a prezzo agevolato (pari a 25 Euro a dose) ai residenti nelle zone a moderata e bassa endemia delle altre Aziende ULSS del Veneto; l’ offerta a prezzo agevolato (25 Euro a dose) alle persone a rischio occupazionale delle zone a moderata e bassa endemia, con costo a carico del datore di lavoro, come previsto dalla normativa vigente.

“Abbiamo così recepito – afferma in una nota l’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin – una necessità di profilassi emersa su alcuni territori, segnatamente il bellunese, dove la diffusione delle zecche è significativa. Con le decisioni assunte in questa delibera, si apre praticamente per tutti la possibilità di difendersi con il vaccino, o gratuitamente o, comunque, con agevolazioni importanti”.

L’encefalite da zecche, ricorda la nota regionale, è una malattia infettiva causata da un virus trasmesso generalmente attraverso il morso di alcuni tipi di zecche, che vivono nei boschi, nelle radure e nelle zone di transizione tra foresta e prati. Talvolta l’infezione avviene tramite l’ingestione di latte e latticini non pastorizzati. L’infezione si verifica soprattutto nel periodo fra aprile e ottobre, con un picco massimo nei mesi di giugno e luglio, quando sono più frequenti le attività all’aperto.

Nei due terzi circa dei casi la malattia decorre in modo asintomatico. Nei rimanenti casi, si hanno sintomi simil-influenzali seguiti, nel 20-30% dei pazienti, da un interessamento dell’encefalo e/o del midollo spinale (meningite, encefalite, radicolomielite) che può causare disabilità neurologiche permanenti o addirittura il decesso. Il rischio di morte e di disabilità a lungo termine aumenta con l’età ed è particolarmente elevato sopra i 60 anni.

La prevenzione della TBE può avvalersi, oltre che di accorgimenti comportamentali per evitare di essere morsi dalle zecche, anche di un vaccino ad elevata efficacia e sicurezza. Il ciclo vaccinale è costituito da 3 dosi, con successivi richiami ogni 3-5 anni.

La TBE è considerata un problema di salute pubblica a livello globale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda la vaccinazione di tutta la popolazione nelle zone ad alta endemia (incidenza media di casi clinici >=5 per 100.000 abitanti per anno) e degli individui a rischio nelle zone a media e bassa endemia.

In Veneto, secondo quanto diffuso nella nota, nel periodo 2006-2018 si sono verificati 266 casi di TBE, quasi tutti nelle aree montane o pedemontane della Regione: infatti, la Provincia con il maggior numero di casi segnalati è Belluno (153 casi), seguita da Treviso (61 casi) e Vicenza (39 casi). La Provincia di Belluno risulta pertanto un’area ad alta endemia secondo la definizione dell’OMS.

Già dal 2009 la Regione Veneto offre la vaccinazione anti-TBE gratuitamente ad alcune categorie a rischio, come i volontari del Soccorso alpino e della Protezione civile. Tuttavia, alla luce del quadro epidemiologico presente nella nostra Regione e delle raccomandazioni dell’OMS. Ora la Giunta regionale ha stabilito di ampliarne l’offerta.

15 Maggio 2019

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