L’Ulss 1 Dolomiti porta le cure palliative nei centri servizi anziani

L’Ulss 1 Dolomiti porta le cure palliative nei centri servizi anziani

L’Ulss 1 Dolomiti porta le cure palliative nei centri servizi anziani
Un progetto, partito a gennaio e in programma fino a dicembre 2020, si pone l’obiettivo di garantire l’accesso precoce e appropriato agli ospiti dei Centri Servizi Anziani che si avvicinano alla fase terminale della vita. A questo scopo si punta sui medici di medicina generale di struttura e sull’individuazione di equipe e specialisti ospedalieri che accedano alla struttura. Il progetto ha ricevuto una menzione speciale dal premio Gerbera D’Oro.

C’è anche l’Ulss 1 Dolomiti di Belluno fra le tre strutture italiane premiate a Roma nell’ambito del Premio “Gerbera d’Oro”, riconoscimento nazionale attribuito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in occasione della XVIII Giornata Nazionale del Sollievo a cura della Fondazione Ghirotti.

Un Progetto per portare le cure palliative anche all’interno dei Centri Servizi Anziani, proposto dall’Associazione Mano Amica Onlus di Feltre e realizzato dall’Ulss 1 sotto la responsabilità del dottor Giampiero Luisetto, è stato ritenuto dalla giuria “particolarmente significativo nell’ambito delle cure palliative e della lotta al dolore” ed ha ottenuto una “menzione speciale”, assieme a una struttura della Lombardia, mentre al Lazio è andata la Gerbera d’Oro generale.

“Grazie e complimenti all’Ulss 1 e all’Associazione Mano Amica – commenta l’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin – perché portare le cure palliative all’interno dei Centri Servizi per Anziani è la sublimazione dell’integrazione tra sanità e sociale che caratterizza l’intero sistema assistenziale del Veneto e, allo stesso tempo, incarna quel cammino di umanizzazione delle cure che è un altro pilastro della programmazione. Portare le cure palliative fuori dagli ospedali e dagli hospice è una scelta di grande umanità, oltre che un servizio prezioso per gli anziani che soffrono e per le loro famiglie. E’ un’idea che mi piacerebbe venisse progressivamente diffusa in tutto il Veneto”.

Il Progetto, partito il 25 gennaio 2018, si protrarrà fino al 31 dicembre 2020 e si pone l’obbiettivo di garantire l’accesso precoce e appropriato alle cure palliative e alla terapia del dolore anche agli ospiti dei Centri Servizi Anziani, cominciando dall’individuare le persone per le quali, a causa delle patologie che le affliggono, non sembra più appropriato un percorso di cura rivolto alla guarigione e basato su interventi saltuari in acuzie, ma un percorso attivo e continuo che sia trasversale alle varie strutture sanitarie aziendali, ospedaliere e territoriali, che privilegi la qualità della vita residua, così da poter condividere con i malati e le loro famiglie un cammino per migliorare la qualità della vita nella sua fase terminale, sviluppando anche tecniche per il benessere psico-sociale e spirituale di pazienti e famiglie.

Tra gli obbiettivi del Progetto, il coinvolgimento dei medici di medicina generale di struttura, l’individuazione immediata delle persone bisognose di cure palliative, la garanzia di accesso ai Centri Servizi Anziani per le equipe e gli specialisti ospedalieri, la formazione specifica per tutti gli operatori, effettuare uno studio epidemiologico sugli anni 2017-2018.

A oggi sono stati realizzati 26 incontri formativi con medici, infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti e altri addetti ai Centri; e due incontri con i famigliari coinvolgendo medici palliativisti e gli specialisti che operano del Distretto di Feltre dell’Ulss Dolomiti.

24 Maggio 2019

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