Il medico, “principe della sanità”, pagato anche quando dorme

Il medico, “principe della sanità”, pagato anche quando dorme

Il medico, “principe della sanità”, pagato anche quando dorme

Gentile direttore,
mi permetta di cogliere spunto dall’articolo di QS del 12 giugno “Le notti insonni del medico di guardia”, per presentare una riflessione etica. Finalmente i medici confessano! Dormono in servizio e non si vergognano, mentre a Bologna hanno licenziato due infermieri e un oss che dormivano.
Proseguo con il titolo di Nurse Times dell’11 giugno: “Il medico di guardia ha il diritto di dormire sul lavoro? Un’autentica corbelleria”.
No, non è una corbelleria … è semplicemente un diritto acquisito.
 
Il medico è il “Principe della sanità”, ha privilegi acquisiti da secoli e confermati anche oggi. Per esempio, è dirigente, senza aver studiato per la dirigenza; può fare il doppio lavoro in libera professione all’esterno o intramenia; ha il premio di esclusività per escludere il doppio lavoro; ha un contratto esclusivo pubblico e/o privato; ha un monte ore mensile per la formazione e infine se lavora di notte ha pure il letto per dormire (che non è previsto in nessun contratto) e anche la tv.
 
È forse tra i principi del Codice Deontologico del medico che egli possa dormire in servizio invece di preoccuparsi della salute dei pazienti ricoverati? Penso abbia più senso di responsabilità, di una recente pubblicità, quell’addetto di un supermercato, che preoccupato, si alza di notte per controllare la qualità dei prodotti.
 
Ho cominciato a lavorare in ospedale nel 1973, e da sempre ho visto il medico dormire la notte. Eppoi attendersi il caffè in camera al risveglio dagli infermieri che eseguivano per non essere sgridati dalla suora/caposala. Eppoi il personale ausiliario e infermieristico doveva pure rifargli il letto ogni mattina.
 
Molti anni fa, ad un paziente alle tre di notte dicevo: “Ecco vede, io sono qui che lavoro e il medico e nella sua stanza di guardia che dorme!”. E lui mi rispondeva: “Certo, ma lui ha studiato!”. Allora rispondevo: “Anch’io ho studiato, un poco, mi basta un letto più piccolo!”
Ma la risposta peggiore è quella che mi ha dato un cittadino: “ A me non importa se il medico dorme in servizio, l’importante è che mi curi bene!”
Allora rispondevo: “Quindi non deve importarti se anche l’infermiere dorme, l’importante è che ti assista bene!!”.
 
Eppoi col tempo le esigenze del medico si sono un po’ affievolite ma rimane sempre il privilegio indiscusso del letto. Ma fino ad oggi quante ore hanno rubato alla collettività dormendo invece di lavorare? Ma la società può permettersi di pagare un medico per dormire? Ma tutto ciò è ancora possibile per la sudditanza degli infermieri che accettano questa situazione.
 
Quindi: infermieri per essere veri professionisti, come lo sono i medici, pretendete un letto per dormire in servizio di notte!
Buona notte sanità.
 
Luciano Urbani
Post infermiere, cittadino, coordinatore Slow nursing
 

13 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

Abbiamo un sogno, anche oggi. Trasformare le Case della Comunità in… Case della Comunità
Abbiamo un sogno, anche oggi. Trasformare le Case della Comunità in… Case della Comunità

Gentile Direttore, mezzo secolo fa, l’obiettivo della nostra organizzazione era trasformare gli ospedali in ospedali, cioè in luoghi di cura sicuri, umani ed efficaci. Oggi quel sogno si è spostato,...

Ddl professioni sanitarie. Bocciato il riconoscimento degli odontotecnici: una scelta incomprensibile
Ddl professioni sanitarie. Bocciato il riconoscimento degli odontotecnici: una scelta incomprensibile

Gentile direttore,in Commissione Affari Sociali della Camera, durante l’esame degli emendamenti accantonati al disegno di legge di delega al Governo in materia di professioni sanitarie, la maggioranza continua a respingere...

Disabilità: la psicologia può dare concretezza al D. Lgs. 62/2024 ma serve collaborazione istituzionale
Disabilità: la psicologia può dare concretezza al D. Lgs. 62/2024 ma serve collaborazione istituzionale

Gentile Direttore,il D.Lgs. 62/2024 promette un cambiamento profondo: superare l’approccio medico-legale e adottare una lettura della disabilità come esito dell’interazione tra condizioni di salute e contesto di vita. Non è...

Vaccinazioni: ricordare da dove siamo partiti per capire dove siamo arrivati
Vaccinazioni: ricordare da dove siamo partiti per capire dove siamo arrivati

Gentile Direttore,c’è una domanda che dovremmo avere il coraggio di porci con chiarezza: perché, quando si parla di prevenzione e di vaccinazioni, qualcuno arriva a immaginare che dietro vi sia...