Osteopati. Nasce la nuova associazione Adoe

Osteopati. Nasce la nuova associazione Adoe

Osteopati. Nasce la nuova associazione Adoe
I decreti attuativi della legge 3/18 dovrebbero completare l'iter definendo le competenze e le attività consentite, istituendo un Albo professionale per i possessori dei titoli di studio equipollenti e indicando un percorso pedagogico dedicato. Fino a quel momento, gli osteopati italiani saranno contestabili e i cittadini esposti. Il presidente Ciullo: "Nello spirito della legge puntiamo a favorire i processi di verifica e adeguamento delle competenze".

Il 22 giugno 2019 la Medicina osteopatica ha compiuto 145 anni. In Italia, un primo passo per l’identificazione sanitaria della professione, a difesa della sicurezza delle cure, è stato compiuto dalla buona legge 3/2018, detta " Ddl Lorenzin". I rispettivi decreti di attuazione dovrebbero allo stato completarne l'iter, definendo le competenze e le attività consentite, istituendo un Albo professionale per i possessori dei titoli di studio equipollenti e indicando un percorso pedagogico dedicato. Pertanto, fino a quando queste norme istitutive non verranno sancite, gli osteopati italiani saranno contestabili e i cittadini esposti. A conferma, è cronaca recente la comprensibile impugnazione del Ministero della Salute della recente delibera della Regione Marche per l’accesso degli osteopati alla ricerca e alle cure ospedaliere in ambito pediatrico.
 
Proprio in questo giorni nasce la nuova Associazione degli Osteopati Esclusivi (Adoe), allo scopo di favorire il completamento dell'iter legislativo per l'istituzione della nuova professione sanitaria dell'osteopata. "Il suo obiettivo – spiega il presidente Luigi Ciullo – non è solo la rappresentanza dei professionisti in possesso di titoli di studio conseguiti al termine di studi legalmente autorizzati. Infatti, i soci fondatori con la loro iniziativa non hanno inteso emarginare i colleghi privi di simili requisiti. Al contrario, essi hanno scelto di battersi per il riconoscimento di più alto livello dell'Osteopatia italiana come presupposto per la dignità professionale di tutti quanti gli osteopati, per l’efficacia delle cure e per la gestione del rischio. Ovvero, nello spirito e secondo il dettato della legge 3/2018, favorendo i processi di verifica e adeguamento delle competenze nei casi in cui queste non fossero immediatamente idonee a consentire l'abilitazione per l'esercizio".

24 Giugno 2019

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