Contratto dirigenza medica e sanitaria. Niente di nuovo sul fronte Aran

Contratto dirigenza medica e sanitaria. Niente di nuovo sul fronte Aran

Contratto dirigenza medica e sanitaria. Niente di nuovo sul fronte Aran

Gentile Direttore,
Remarque ci perdonerà per la citazione, speriamo. E però non ci è venuta in mente una frase più appropriata che potesse rappresentare meglio l’attuale condizione di snervante stallo e di sfiancanti scontri verbali.
 
La situazione somiglia infatti ad una linea dove si fronteggiano i contendenti, una immaginaria trincea con una serie di scaramucce ed effimeri successi, dove l’ansia di presidiare il territorio finisce quasi per prevalere sui reali motivi del contendere e sulle finalità più importanti.
 
La CISL Medici siede per responsabilità ad un tavolo di cui spesso non condivide le modalità di svolgimento e i toni, di cui non si riescono sempre a distinguere nitidamente le intenzioni positive e – d’altro canto – invece la volontà preconcetta di imporsi ed imporre, con un percorso che gira attorno ad un testo inutilmente (dannosamente, diremmo) corposo nella composizione e tristemente vuoto invece nelle previsioni economiche e normative che servirebbero.
 
Scriviamo prima dell’inizio dell’ennesima giornata di contrattazione, alla quale ci accostiamo con la consueta e sincera voglia di produrre migliorie tangibili per i colleghi attuali e futuri, e quindi per il SSN.
 
L’esempio che abbiamo citato più volte è emblematico e lo ripetiamo ancora una volta: lo stracciarsi le vesti in pubblico sulla carenza dei giovani medici, persone ben preparate e che ci vengono quotidianamente insidiate dalle nazioni estere con contratti che testimoniano il valore dei medici italiani cozza in modo fragoroso con l’assenza di previsioni minimamente allettanti per chi volesse restare nel proprio paese ed impegnarsi nella sanità pubblica.
 
Come CISL Medici continueremo instancabilmente ad esigere per questi giovani colleghi il massimo delle risorse ottenibili, senza accettare comodi accordi di transizione.
 
In aggiunta a questo dobbiamo purtroppo rilevare come evidentemente alcune regioni non sono così interessate al benessere di tutti i cittadini, e preferiscono forse “soffiare sul collo” della parte pubblica per raggiungere un’intesa che imponga notevoli sacrifici sul piano normativo senza alcun reale progresso in termini non solo economici, ma anche di prospettiva per il SSN italiano.
 
Ecco, molto banalmente…noi restiamo in trincea, con le nostre convinzioni forse un po’ obsolete, ma incrollabili: la dignità del lavoro di tutti i colleghi e l’interesse del Paese.
E resisteremo fino all’ultimo.
 
Biagio Papotto
Segretario nazionale Cisl Medici

18 Luglio 2019

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