Under 75 anni: due decessi su tre in Europa avrebbero potuto essere evitati con prevenzione ed interventi più efficaci. Analisi Eurostat/Ocse

Under 75 anni: due decessi su tre in Europa avrebbero potuto essere evitati con prevenzione ed interventi più efficaci. Analisi Eurostat/Ocse

Under 75 anni: due decessi su tre in Europa avrebbero potuto essere evitati con prevenzione ed interventi più efficaci. Analisi Eurostat/Ocse
Secondo i dati  741.000 decessi avrebbero potuto essere evitati attraverso un efficace intervento pubblico sanitario e di prevenzione primaria e 422.000 decessi sarebbero stati trattabili attraverso un’assistenza sanitaria tempestiva e interventi efficaci. I NUOVI ELENCHI DI CAUSE PREVENIDBILI OCSE EUROSTAT.

Nell'Unione europea, nel 2016 sono morte circa 1,7 milioni di persone con meno di 75 anni. Tra queste, circa 1,2 milioni di decessi potrebbero essere considerati prematuri secondo l'elenco Eurostat-OCSE recentemente sviluppato sulla mortalità evitabile.
 

 
Infatti, 741.000 decessi prevenibili avrebbero potuto essere evitati attraverso un efficace intervento pubblico sanitario e di prevenzione primaria e 422.000 decessi sarebbero stati trattabili attraverso un’assistenza sanitaria tempestiva e interventi efficaci.
 
Attacchi di cuore (174.000 morti), tumori della trachea, bronchi e polmoni (168.000 morti) e ictus (87.000) hanno rappresentato insieme oltre un terzo (37%) delle cause di morte evitabili totali di persone di età inferiore ai 75 anni.
 
Rispetto al 2011, i decessi evitabili in percentuale dei decessi totali sono diminuiti dell’1,7%, dal 69,7% di decessi totali nel 2011 al 68,0% nel 2016.
 
Queste informazioni sui decessi evitabili provengono da un rapporto pubblicato da Eurostat, l'ufficio statistico della Unione europea, che raccoglie statistiche sulle cause di morte secondo un elenco di 86 cause diverse di morte.
 
Le cause evitabili di mortalità sono definite come:
 
mortalità prevenibile: cause di morte che possono essere evitate principalmente attraverso un’efficace intervento di salute pubblica e prevenzione primaria (cioè prima dell’inizio di malattie/lesioni, per ridurne l'incidenza);
 
-mortalità trattabile: cause di morte che possono essere principalmente evitate attraverso un'assistenza sanitaria tempestiva ed efficace, compresa la prevenzione e il trattamento secondari (cioè dopo l'insorgenza di malattie, per ridurre la mortalità per caso).
 
Questi indicatori forniscono un segnale di avvertimento di potenziali carenze nei sistemi sanitari, ma non sono l’unica misura per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria negli Stati membri.
 
OCSE ed Eurostat, insieme a un gruppo di esperti, hanno sviluppato nuovi elenchi comuni di cause prevenibili e curabili di mortalità nel 2018.
  
Il concetto di mortalità evitabile si basa sull'idea che determinati decessi (per fasce di età specifiche e da malattie specifiche) potrebbero essere “evitati”,  nel senso che non si sarebbero verificati in questa fase, con efficaci interventi di sanità pubblica e prevenzione primaria e/o assistenza sanitaria tempestiva in atto.
 
Sia la mortalità trattabile che gli indicatori di mortalità prevenibile sono pensati per essere utilizzati in un contesto globale di peer review delle valutazioni delle prestazioni del sistema sanitario. Forniscono un segnale di avvertimenti di potenziali carenze nei sistemi sanitari, ma non intendono costituire una misura definitiva per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria negli Stati membri.
 
Le proporzioni di decessi potenzialmente evitabili attraverso un’efficace azione di salute pubblica e prevenzione primaria, ovvero i decessi prevenibili, tra tutti i decessi di persone di età inferiore ai 75 anni nel 2016 variano considerevolmente tra gli Stati membri dell’Ue.
 
Le quote più elevate di decessi prevenibili sono state registrate in Slovenia (53,5%) e Ungheria (51,7%), seguite da Estonia (50,0%), Lituania (49,8%), Austria (49,1%) e Lettonia (48,9%). 
 
Al contrario, la quota era più bassa in Bulgaria (35,4%), seguita da Cipro (39,2%), Malta (39,9%), Italia e Polonia (entrambi 40,8%).
La più grande percentuale di morti trattabili è stata in Romania e Slovacchia, la più bassa in Francia.
 
Le proporzioni di decessi potenzialmente evitabili attraverso interventi sanitari tempestivi ed efficaci tra tutte le morti di persone di età inferiore ai 75 anni nel 2016, variano anche tra gli Stati membri dell'Ue.
 
Le quote più alte di decessi trattabili sono state registrate in Romania (31,9%) e Slovacchia (30,8%), seguite da Lituania (30,1%), Malta (30,0%), Bulgaria e Lettonia (entrambe il 29,7%). 
 
Al contrario, la quota era più bassa in Francia (19,3%), davanti a Belgio (20,5%), Danimarca (21,0%) e Paesi Bassi (21,7%).
Un terzo delle morti potenzialmente evitabili nell’Ue riguardava malattie cardiache e polmonari.
 
Nell’Ue, attacchi di cuore (174.000 decessi evitabili,  il 15% dei decessi evitabili totali di persone di età inferiore a 75 anni), tumori della trachea, dei bronchi e dei polmoni (168.000, 14%) e ictus (87.000, 7%) hanno rappresentato oltre un terzo dei decessi potenzialmente evitabili nel 2016.
 
Sono stati seguiti da malattie correlate all'alcol (79.000, 7%), tumori del colon-retto (67.000, 6%), tumori al seno e disturbi polmonari ostruttivi cronici (entrambi 50.000, 4%), lesioni accidentali (48.000, 4%) e suicidi (44.000, 4%).
 
 

07 Settembre 2019

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