PA. Cresce la spesa per consumi intermedi, nel 2018 sfiorati 100 mld. L’incremento maggiore è nella sanità: dal 2007 al 2017 la spesa nominale è aumentata del 39,8% 

PA. Cresce la spesa per consumi intermedi, nel 2018 sfiorati 100 mld. L’incremento maggiore è nella sanità: dal 2007 al 2017 la spesa nominale è aumentata del 39,8% 

PA. Cresce la spesa per consumi intermedi, nel 2018 sfiorati 100 mld. L’incremento maggiore è nella sanità: dal 2007 al 2017 la spesa nominale è aumentata del 39,8% 
Nel decennio 2007-2017 i consumi intermedi nel settore sanitario sono infatti passati da 24,1 a 33,7 miliardi di euro. I servizi ospedalieri registrano l’uscita più importante: nel 2017 è stata pari a 16,4 miliardi di euro. Questa voce include gli acquisti di beni e servizi per gestire il sistema sanitario ospedaliero (per il funzionamento, l’ispezione e l’amministrazione). È quanto emerge da un'analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. 

"Nonostante la sbandierata spending review", l’Ufficio studi della Cgia di Mestre denuncia "come la spesa per i consumi intermedi della Pubblica amministrazione continui a correre".
 
Una crescita che riguarda un po' tutti i campi: la manutenzione ordinaria, gli acquisti di cancelleria, le spese energetiche e di esercizio dei mezzi di trasporto, i servizi di ricerca-sviluppo e di formazione del personale acquistati all’esterno, la quota annuale per l’acquisto dei macchinari, etc.
 
Per queste e altre voci, nel 2018 lo Stato centrale, le sue articolazioni periferiche, le Regioni e gli Enti locali hanno speso 100,2 miliardi di euro.
 

 
Dalla disaggregazione per funzioni della spesa per consumi intermedi emerge come la quota più significativa spetti alla sanità con 33,7 miliardi. Seguono i servizi generali della PA con 16,1 miliardi, la protezione dell’ambiente con 11,7 miliardi di euro, l’istruzione con 7 miliardi e le attività culturali/ricreative con 6,4 miliardi. Questi dati si riferiscono sempre al 2017 (ultimo anno in cui è possibile eseguire questa comparazione) e non tengono conto delle nuove revisioni dei conti pubblici avvenute nel 2019. Trattandosi di costi intermedi non includono, ovviamente, i costi del personale.
 

 

Nel decennio 2007-2017 la spesa sanitaria nominale, in particolar modo, ha subito un’impennata molto significativa, passando da 24,1 a 33,7 miliardi di euro (+39,8 per cento). 

 
Quanto alle principali voci di spesa, i servizi ospedalieri registrano l’uscita più importante: nel 2017 è stata pari a 16,4 miliardi di euro. Questa voce, si spiega nell'analisi della Cgia, include gli acquisti di beni e servizi per gestire il sistema sanitario ospedaliero (per il funzionamento, l’ispezione e l’amministrazione). Segue la gestione dei rifiuti con 10,1 miliardi di euro, ed in terza posizione i servizi ambulatoriali che sono costati 8,9 miliardi di euro. Questa uscita, si spiega nell'analisi, è andata a copertura dell’acquisto di beni e servizi per gestire il sistema sanitario non ospedaliero (generici/specialisti/paramedici/di ambulanza diversa da ospedaliera) per il funzionamento, l’ispezione e l’amministrazione.
 

08 Novembre 2019

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