Ivg. Il 59,2% dei medici è obiettore, il 27,1% nei soli consultori. Sarti e Fattori presentano una proposta di risoluzione

Ivg. Il 59,2% dei medici è obiettore, il 27,1% nei soli consultori. Sarti e Fattori presentano una proposta di risoluzione

Ivg. Il 59,2% dei medici è obiettore, il 27,1% nei soli consultori. Sarti e Fattori presentano una proposta di risoluzione
La proposta di risoluzione ha l'obiettivo di “assicurare nei presidi ospedalieri la presenza di almeno il 50% del personale medico e sanitario non obiettore, al fine di garantire la piena applicazione della Legge 194/78”. La risoluzione chiede anche di garantire l’IVG farmacologica nei poliambulatori e nei consultori  avviando una fase di sperimentazione che preveda l'allungamento della tempistica limite fino alle 9 settimane.

“L’altissima percentuale di obiezione di coscienza del personale medico ha determinato un disequilibrio tra la tutela di due diritti riconosciuti dalla legge 194, cioè quello all’autodeterminazione riproduttiva delle donne e quello all'obiezione di coscienza, a evidente scapito del primo. La difesa del diritto all’obiezione di coscienza non può comportare il disconoscimento di interessi collettivi e di diritti preminenti, quale il diritto alla salute della donna, riconosciuto e tutelato sia dall’art.32 della Costituzione che dalla legge 194/78 (diritto della donna alla procreazione cosciente e responsabile)”.


 


Così i consiglieri regionali di Sì -Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, annunciano, in una nota, la presentazione dei una proposta di risoluzione – sottoscritta anche dalle Consigliere Serena Spinelli e Monica Pecori – per fronteggiare la carenza di personale medico non obiettore.
 
“Nel 2017 in Toscana – affermano nella nota – vi è stato un calo delle interruzioni volontarie di gravidanza del 4,8% rispetto al 2016. La percentuale di obiettori è del 59,2% (23% di anestesisti e 23,4% di personale non medico), mentre nei 191 consultori presenti l’obiezione riguarda il 27,1% di ginecologi. La conseguenza del frequente ricorso all’obiezione di coscienza da parte dei medici rappresenta una minor garanzia del diritto delle donne ad interrompere la gravidanza nelle modalità e nei tempi previsti dalla legge 194/78".

“L’obiezione di coscienza contro l'interruzione volontaria di gravidanza nelle strutture pubbliche è un fenomeno che la Regione Toscana deve arginare, come successo già in altre Regioni. La proposta di risoluzione, frutto di un lavoro anche con le associazioni delle donne che difendono l’attuazione della legge 194, ha l'obiettivo di assicurare nei presidi ospedalieri la presenza di almeno il 50% del personale medico e sanitario non obiettore, al fine di garantire la piena applicazione della Legge 194/78”.

Chiede inoltre, nel caso di situazioni di grave carenza strutturale di personale medico non obiettore, che siano indetti concorsi pubblici con specifica indicazione tra i requisiti della disponibilità a svolgere tutte le specifiche funzioni in applicazione della l. 194/78. “La Regione deve poi verificare che le Aziende Sanitarie Locali assicurino il rispetto dei parametri sopra indicati, anche attraverso la mobilità del personale obiettore”, precisano i consiglieri.

“La risoluzione – continuano Sarti e Fattori – prevede anche di garantire l’IVG farmacologica nei poliambulatori e nei consultori  avviando una fase di sperimentazione che preveda l'allungamento della tempistica limite per l'IVG farmacologica fino alle 9 settimane ( così come dalle indicazioni più recenti della letteratura scientifica)”.

Infine si chiede anche che ad ogni struttura pubblica o privata (presidio ospedaliero e/o consultorio) sia concesso l’accreditamento solo qualora la struttura stessa applichi “pienamente” quanto previsto dalla legge 194/78.

“Ricordiamo – concludono i consiglieri – il richiamo all'Italia da parte dell'Europa in merito alla discriminazione che avviene nei confronti del personale medico non obiettore. Inoltre nel 2016, il Consiglio d’Europa aveva stigmatizzato il nostro Paese per le difficoltà incontrate dalle donne nell’interruzione volontaria di gravidanza: la Regione Toscana deve intervenire con sollecitudine per scongiurare il ricorso da parte delle donne a canali clandestini di interruzione della gravidanza, con ulteriori rischi per la loro salute e e con la conseguente rinuncia all'opportuno aspetto informativo”.

03 Dicembre 2019

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