La Asl Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita 

La Asl Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita 

La Asl Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita 
Promosso da Asl Roma 1, GMC - Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, il Manifesto mira a tradurre in procedure operative i 9 diritti citati: Diritto di disporre del tempo residuo; Diritto al rispetto della propria religione; Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale; Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale; Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi; Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; Diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem; Diritto al rispetto reciproco. 

Nove diritti che garantiscono l’assistenza religiosa e spirituale per i pazienti che si trovano in strutture sanitarie nel momento finale della loro vita. E’ il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita, firmato questa mattina dalla ASL Roma 6, all’Ospedale dei Castelli. L’obiettivo non è solo sancire la necessità ineludibile del rispetto nei confronti dei credenti di tutte le religioni, ma anche tradurre i nove diritti citati in procedure operative.

“Sottoscrivere il Manifesto interreligioso oggi significa sigillare un patto di pace tra i popoli. Il diritto alla tutela della salute è per noi addetti ai lavori un irrinunciabile principio morale, che non ha mai fatto differenze né discriminazioni”, afferma in una nota Narciso Mostarda, Direttore generale della ASL Roma 6.

Il Manifesto rappresenta un traguardo del dialogo interreligioso in ambito sanitario. Promosso da ASL Roma 1, GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, consiste nei seguenti diritti:
– Diritto di disporre del tempo residuo
– Diritto al rispetto della propria religione
– Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale
– Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale
– Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale
– Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi
– Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari
-Diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem; Diritto al rispetto reciproco.  

Oltre al Gruppo Promotore, i firmatari del Manifesto sono: ASL Roma 6, ASL Roma 5, Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, un Operatore Socio Sanitario in rappresentanza della categoria.

Presenti alla cerimonia di firma, Narciso Mostarda Direttore generale ASL Roma 6, Mario Ronchetti Direttore sanitario ASL Roma 6, Roberto Corsi Direttore Medico di Presidio Ospedale dei Castelli, Alessandro Bazzoni Dirigente ASL Roma 1, Mariangela Falà Presidente del Tavolo Interreligioso di Roma, Pier Francesco Meneghini Presidente GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore, gli Operatori della ASL Roma 6, Mons. Marcello Semeraro Vescovo di Albano, i Referenti delle chiese e delle comunità religiose, i Volontari delle associazioni aderenti al Tavolo misto di Partecipazione.

13 Dicembre 2019

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