Ass. Coscioni: “Modifica Codice deontologia medica ambigua e contradditoria”
“In nessuna parte della sentenza – prosegue – è riscontrabile un vaglio delle richieste da parte della magistratura né un vaglio preventivo della congruità della certificazione medica da parte dell'Ordine dei Medici. Prevedere l'apertura di fascicoli da parte dell'Ordine ad ogni caso di aiuto medico al suicidio per controllare la documentazione che già i comitati etici territoriali hanno il dovere di controllare, ha come unica conseguenza quella di spaventare i medici e, di fatto, farli desistere dall'aiuto medico al suicidio". Continua Gallo: "La FNOMCeO deve invece modificare il Codice Deontologico in linea con una sentenza direttamente applicabile emessa dalla Corte Costituzionale che oggi consente ai malati l'accesso a determinate condizioni a diverse scelte di fine vita".
"Un articolo di un codice deontologico che dovrebbe affrontare il tema etico, si risolve con il copia e incolla di una sentenza della Corte Costituzionale. Quella che poteva essere l'occasione per una seria riflessione complessiva sul tema e sulle moderne finalità della medicina, si riduce ad una norma contraddittoria. Ancora più ambigue le parole del presidente dell'Ordine Anelli quando dice che restano fermi i principi dell'articolo 17 del codice, secondo il quale il medico, anche su richiesta del paziente, non deve effettuare né favorire atti finalizzati a provocarne la morte”. Afferma Mario Riccio, medico anestesista di Piergiorgio Welby e consigliere generale Associazione Luca Coscioni.
07 Febbraio 2020
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