Coronavirus. Combattere l’epidemia sul territorio, anche nelle Marche scende in campo Medici senza frontiere

Coronavirus. Combattere l’epidemia sul territorio, anche nelle Marche scende in campo Medici senza frontiere

Coronavirus. Combattere l’epidemia sul territorio, anche nelle Marche scende in campo Medici senza frontiere
Visite in decine di strutture per anziani per formare e supportare al personale alle misure di prevenzione e di isolamento dei casi sospetti o positivi che non necessitano ricovero. All’ospedale di Jesi intitolato a Carlo Urbani, ex presidente di MSF e primo ad identificare la Sars, MSF sta effettuando anche un ciclo di formazione per i medici che saranno impegnati ad assistere pazienti positivi a domicilio o negli hotel Covid, dove verranno accolti i pazienti in via di guarigione ma che hanno ancora bisogno di assistenza.

Combattere il coronavirus sul territorio, proteggendo comunità fragili come le strutture per anziani e formando medici di base per alleggerire il peso dell’epidemia sugli ospedali. È quanto sta facendo Medici Senza Frontiere (MSF) nelle Marche, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) e la Regione Marche.
 
“Nei primi dieci giorni di attività – spiega l’organizzazione in una nota -, il team di MSF, composto da medici, infermieri, esperti di igiene e logisti, ha visitato una decina di strutture per anziani, da quelle che si trovano a gestire i primi casi a quelle dove il 100% degli ospiti è positivo, offrendo attività di formazione e supporto al personale, da settimane impegnato giorno e notte per proteggere i propri ospiti dal virus. Durante le visite nelle strutture, le équipe MSF hanno potuto riconoscere il grande lavoro degli operatori sanitari che hanno fatto tutto il possibile per rispondere all’epidemia con i dispositivi di protezione che avevano a loro disposizione”.
 
“Nella nostra struttura vivono 240 ospiti al 90% non autosufficienti. Il supporto degli operatori MSF, che hanno vissuto in prima persona epidemie come l’Ebola o la Sars, è stato di grande aiuto”, commenta nella stessa nota Vittorio Sgreccia, direttore sanitario dell’Opera Pia Mastai Ferretti a Senigallia. “Insieme abbiamo ispezionato la struttura e le procedure messe in atto e abbiamo accolto con piacere anche la formazione fornita al nostro personale con competenza, semplicità e umanità. Posso solo ringraziarli”.
 
Tommaso Fabbri, coordinatore dei progetti di MSF nelle Marche, evidenzia come “in questa emergenza senza precedenti è fondamentale intervenire sul territorio per prevenire nuovi casi e decongestionare gli ospedali. Per questo è necessario intervenire nelle comunità più fragili, come le strutture per anziani, dove quando il contagio arriva si propaga in modo velocissimo”. “Spesso le persone anziane hanno bisogno di un contatto stretto con l’operatore, avendo bisogno di una assistenza per svolgere le normali azioni quotidiane. Proteggerli entrambi quindi ha un doppio valore”.

MSF fornisce al personale formazioni pratiche sulle misure di prevenzione e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, come guanti, mascherine e tute monouso. In presenza di casi sospetti o positivi che non hanno necessità di ricovero, insieme agli operatori delle strutture vengono individuate zone specifiche per assistere gli ospiti interessati. Viene poi identificato un circuito, cioè un percorso chiaro, che tutti gli operatori dovranno percorrere per passare in sicurezza dalle zone “pulite” a quelle “sporche”, attraverso accurate procedure di vestizione e svestizione per evitare la diffusione del virus.
 
All’ospedale di Jesi intitolato a Carlo Urbani, ex presidente di MSF che ha dedicato la sua vita allo studio e alla lotta contro epidemie come la Sars, MSF sta invece effettuando anche un ciclo di formazioni per i medici della Regione Marche che saranno impegnati ad assistere pazienti positivi a domicilio o negli hotel Covid, dove verranno accolti i pazienti in via di guarigione ma che hanno ancora bisogno di assistenza.

La formazione, spiega l’organizzazione, “si focalizza sulle misure di prevenzione e mitigazione della diffusione della malattia con particolare riferimento ai dispositivi di protezione individuali. Per un medico che esegue molte visite a domicilio ogni giorno e quindi passa da una casa all’altra, è fondamentale sia per i pazienti che per lui stesso e i suoi familiari, usare i dispositivi di protezione nella maniera più corretta e in condizioni di sicurezza”, evidenzia Msf.

“Nelle nostre attività incontriamo ogni giorno operatori sanitari impegnati in prima linea contro il coronavirus che da molte settimane lavorano senza sosta in una situazione di totale eccezionalità. Molti di loro vivono nella paura di poter contagiare i propri cari. Per questo motivo, abbiamo sviluppato una parte specifica della formazione su tutte quelle misure e regole da seguire in casa per tenere il virus fuori dalla porta” dice Barbara Maccagno, responsabile medico dei progetti MSF nelle Marche.

Oggi sono oltre quaranta gli operatori MSF impegnati nella risposta al coronavirus in Italia per condividere la propria esperienza nella gestione delle epidemie, nelle Marche e in Lombardia.

07 Aprile 2020

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