Car-T. Una piattaforma digitale a supporto di medici e pazienti

Car-T. Una piattaforma digitale a supporto di medici e pazienti

Car-T. Una piattaforma digitale a supporto di medici e pazienti
Novartis, in collaborazione con Welcomedicine, ha messo a punto una piattaforma web di telemedicina per favorire la comunicazione e lo scambio di informazioni tra i medici che in tutta Italia si occupano di pazienti potenzialmente eleggibili alla terapia con cellule Car-T e i centri d'eccellenza erogatori della terapia. Gli ideatori della piattaforma, nata dalla pratica clinica, hanno presentato il progetto in un meeting virtuale in occasione della Milano Digital Week

In occasione della terza edizione della Milano Digital Week, Novartis ha presentato una una piattaforma web di telemedicina per favorire lo scambio di informazioni tra i medici e i centri erogatori della terapia Car-T. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Welcomedicine e presentato da Giulia Franchi, fondatrice di Welcomedicine e i professori Paolo Corradini, Armando Santoro e Fabio Ciceri.

L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 “ha fatto emergere l’esigenza reale di fare telemedicina, in modo serio”, ha commentato Corradini, direttore del Dipartimento di Ematologia e Onco-EMatologia pediatrica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, nel suo intervento. Se è vero per tutti gli ambiti della medicina, lo è forse ancora di più per quanto riguarda le terapie innovative, come la terapia con cellule Car-T. Il “farmaco vivente” è la prima forma della terapia genica anticancro approvata, l’anno scorso in Italia, per il trattamento di alcune neoplasie del sangue, in particolare il linfoma a grandi cellule B recidivante/refrattario negli adulti e la leucemia linfoblastica acuta, recidivante/refrattaria, nei giovani fino a 25 anni. In estrema sintesi il trattamento, che viene messo a disposizione di pazienti che non hanno più altre opzioni terapeutiche, consiste nel prelievo dei linfociti T del paziente, che vengono poi ingegnerizzati, modificati, per essere meglio attrezzati a combattere il tumore, e poi reinfusi nel soggetto.


 


“In Italia si stima che ci siano poco più di 500 pazienti che potrebbero beneficiare della terapia”, ha commentato Santoro, Direttore del Cancer Center e Responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia medica ed Ematologia all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Ma quelli che davvero accedono alla terapia sembrano essere molti di meno. Per quale motivo? “La pandemia di certo non ha facilitato gli spostamenti, ma questo problema era presente anche prima del Covid. Il fatto è che, al momento, i centri veramente attivi in Italia per erogare la terapia sono meno di 10, principalmente localizzati al nord”. I pazienti che potrebbero beneficiare del trattamento, molto spesso non vengono indirizzati adeguatamente verso questi centri, quindi non ricevono la terapia per problemi organizzativi e logistici, ha aggiunto Santoro. “Occorre quindi una campagna di informazione maggiore, ma l’uso di piattaforme web dedicate può essere fondamentale”.


 


Ecco che entra in gioco WelCARE, la piattaforma digitale nata dalla collaborazione di Novartis e Welmed, proprio dalle esigenze della pratica clinica, come ha spiegato Giulia Franchi. “La comunicazione in ambito medico, nell’era dei social, è difficile e avviene ancora in modo un po’ artigianale”. La missione della start-up è proprio quella di digitalizzare le pratiche cliniche, dalle più semplici alle più complesse, come nel caso di Car-T. I diversi attori coinvolti: medici, oncologi ed ematologi, pazienti e professionisti che lavorano nei centri d’eccellenza in grado di erogare la terapia, devono essere messi in collegamento tra loro in modo efficace.


 


“La piattaforma web, fruibile da tutti, con tutti i criteri di sicurezza e privacy, è in grado di agevolare la gestione di una pratica clinica complessa tra più centri”. Questa include infatti strumenti come una cartella clinica condivisa, accessibile ai diversi specialisti, un tool per la discussione multidisciplinare e lo scambio di file, un modulo che consenta di valutare l’eleggibilità dei pazienti alla terapia e uno strumento per il follow up curativo, dopo che il paziente lascia il centro.

Tutto ciò risponde all’ “esigenza fondamentale di condividere le informazioni tra medici” e fa sì che la “comunicazione avvenga in modo strutturato”, ha precisato il Prof. Fabio Ciceri, primario delle Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo e Oncoematologia all’IRCCS San Raffaele di Milano. “Sarà poi possibile anche conservare le informazioni fondamentali e disporre dunque di un database”.

Le aziende farmaceutiche hanno il compito di favorire il network tra gli ospedali e i centri che erogano la terapia, come ha sottolineato Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia. “La priorità ora sarà di estendere la piattaforma per creare un network che raggiunga, possibilmente, tutto il territorio nazionale, e poi estendere questo strumento anche ad altre patologie”, ha aggiunto. E ha concluso: “il Covid ha determinato una forte accelerazione nella telemedicina, e come azienda, Novartis, cercherà di dare supporto ai centri per quanto riguarda le patologie di cui ci occupiamo”.


 


C.d.F.

C.d.F.

26 Maggio 2020

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