Covid. Studio coreano: più facile contrarre il virus in famiglia

Covid. Studio coreano: più facile contrarre il virus in famiglia

Covid. Studio coreano: più facile contrarre il virus in famiglia
Una persona su 10 contrae il virus all’interno della cerchia famigliare, mentre solo due persone su 100 s’infettano attraverso contatti esterni. E il tasso d’infezione all’interno della famiglia risulta più elevato quando il “paziente zero” è un adolescente o un adulto di 60/70 anni. Sono i dati salienti di un ampio studio coreano che ha raccolto i dati sulle infezioni da Covid tra il 20 gennaio e il 27 marzo

(Reuters Health) – Si hanno maggiori probabilità di contrarre il nuovo Coronavirus da membri della famiglia che da contatti esterni. È quanto emerge da uno studio coreano – pubblicato dagli U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – che ha preso in considerazione 5.706 “pazienti zero” risultati positivi al test per il Coronavirus e più di 59.000 persone entrate in contatto con essi.
 
I risultati hanno evidenziato che solo due persone infette su 100 avevano contratto il virus da persone non appartenenti alla cerchia familiare, mentre uno su 10 aveva contratto la malattia in famiglia.
 
Per fascia d’età, il tasso di infezione all’interno della famiglia era più elevato quando il primo caso confermato riguardava adolescenti o sessantenni e settantenni.
 
“I bambini di età pari o inferiore a nove anni avevano il minimo delle probabilità di essere i pazienti zero”, dice Choe Young-june, dello Hallym University College of Medicine che ha co-condotto il lavoro.
 
I bambini con COVID-19 avevano anche maggiori probabilità di essere asintomatici rispetto agli adulti, e ciò ha reso più difficile l’identificazione dei pazienti zero in questo gruppo.
 
I dati sono stati raccolti tra il 20 gennaio e il 27 marzo, quando il nuovo coronavirus si stava diffondendo esponenzialmente e le infezioni giornaliere in Corea del Sud raggiungevano il loro picco.
 
Fonte: Reuters Health News
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

22 Luglio 2020

© Riproduzione riservata

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol
Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

C'è una frase che i funzionari dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno ripetuto come un mantra durante l'ultimo briefing. "Non è coronavirus. È un virus molto diverso. Non siamo nella stessa...

Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”
Hantavirus. L’Iss fa il punto: “Rischio per l’Italia molto basso, ma attenzione ai roditori”

L'allarme è scattato il 2 maggio, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri...

Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto
Cuore. Una nuova strategia di prevenzione: -36% di rischio di primo infarto

Ridurre del 36% il rischio di primo infarto oggi è possibile: è questo uno dei principali dati che emergono dallo studio internazionale VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026...

Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”
Antibiotici. Nuove linee guida per cani e gatti: “Un uso prudente per fermare la resistenza”

Gli antibiotici non si usano solo negli allevamenti intensivi. Anche cani e gatti, milioni di famiglie li considerano parte integrante della propria vita, ricevono cure farmacologiche che, se non gestite...