Veneto. Rifiuti sanitari pericolosi: Sterizzarli ‘in loco’ per renderli inoffensivi 

Veneto. Rifiuti sanitari pericolosi: Sterizzarli ‘in loco’ per renderli inoffensivi 

Veneto. Rifiuti sanitari pericolosi: Sterizzarli ‘in loco’ per renderli inoffensivi 
Per le amministrazioni sanitarie la sterilizzazione immediata potrebbe divenire la soluzione al rischio ambientale e igienico-sanitario. Oltre ad un modo efficace per risparmiare sulle spese di gestione. Se n’è discusso ieri all’ospedale di Castelfranco Veneto in un convegno ad hoc.

La gestione dei rifiuti sanitari, in particolare quelli a rischio infettivo, rappresenta per le strutture ospedaliere un problema dai molti risvolti – igienici, sanitari, ambientali, giuridici ed economici – da affrontare in maniera diversificata ed appropriata, senza venir meno ai consueti obiettivi di ottimizzazione delle risorse e dei costi.  Di questo problema, molto sentito tra le amministrazioni sanitarie, si è discusso ieri all'Ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto in occasione di un convegno dedicato proprio ai rifiuti sanitari e alla loro gestione, organizzato da Econos Srl, Guerrato Spa e Asolo Hospital Service Spa con il patrocinio di Regione Veneto, Comune di Castelfranco Veneto e Ulss 8 del Veneto.
 
La Direzione Generale e Sanitaria di un ospedale ha, infatti, nei confronti dei rifiuti sanitari prodotti al suo interno responsabilità precise, legate alle varie fasi di raccolta, confezionamento, deposito temporaneo, trasporto e infine smaltimento. Tuttavia, la conduzione delle gare per il servizio di gestione e i numerosi adempimenti amministrativi fanno dei rifiuti sanitari un problema sempre più complesso ed oneroso: mancando spesso nelle strutture sanitarie figure professionali preparate nella gestione dei rifiuti, le ditte appaltatrici esterne riescono, infatti, a trarne un buon vantaggio economico, comportando un aggravio dei costi a fronte di bilanci sempre più ridotti.
 
La nuova normativa di settore per i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo introdotta dal DPR n. 254/03 ha superato il precedente quadro normativo, indicando nella sterilizzazione una nuova via al trattamento dei rifiuti sanitari, oggi non ancora molto diffusa. Econos Tecnologie Ambientali, società del gruppo Guerrato, ha quindi elaborato un sistema automatico ed integrato di sterilizzazione, che consente una manipolazione minima del rifiuto da parte dell'operatore, azzerando di fatto il rischio d'infortunio e infettivo. Gli impianti Econos inoltre non necessitano di autorizzazioni d'installazione e attivazione da parte di enti quali Regione, Provincia o Comune perché consentono di trattare il rifiuto sanitario direttamente all'interno della struttura produttrice, mediante un procedimento che accomuna al suo interno diversi passaggi: la triturazione, la sterilizzazione, l'essiccazione, la compattazione, la pesatura del rifiuto oltre che al controllo delle singole fasi di processo. Proprio l'Ospedale San Giacomo di Castelfranco si è dotato di alcuni anni della tecnologia Econos per la gestione dei rifiuti sanitari prodotti al suo interno e dai distretti ad esso collegati. Al termine del convegno, la platea di partecipanti, composta da personale sanitario e amministrativo proveniente anche da distretti  di altre regioni, ha potuto assistere all'illustrazione di un ciclo di trattamento direttamente presso l'isola ecologica dell'ospedale castellano dove è ubicato l'impianto.
 
"Il sistema automatico ed integrato ideato da Econos – ha spiegato il Maurizio Maniscalco, direttore generale di Econos Tecnologie Ambientali – consente l'innocuizzazione del rifiuto sanitario, dunque il passaggio da rifiuto 'pericoloso' a 'non pericoloso. Il rifiuto così trattato viene codificato come CDR  – combustibile da rifiuto, ovvero come risorsa/mezzo per produrre energia da conferire al termovalorizzatore, con una conseguente semplificazione dell'intero processo di gestione, uno sgravio dei costi e una depenalizzazione delle responsabilità connesse al rifiuto sanitario pericoloso che riguardano da vicino le amministrazioni sanitarie". "Quello dei rifiuti è un tema cruciale. Lo è per un comunità, lo è tanto più per una realtà ospedaliera perché richiede precise competenze gestionali ed organizzative e costi significativi non trascurabili – ha commentato il direttore generale dell'Ulss 8, Renato Mason – . La gestione dei rifiuti ospedalieri, più di quelli urbani, inoltre, richiede un'accurata attenzione all'ambiente perché include rifiuti a volte tossici. Le soluzioni sono molte. L'Ulss 8 ha scelto la sterilizzazione che permette di trasformare i rifiuti ospedalieri in rifiuti non tossici, quindi trattabili come quelli urbani. Ma la varietà di soluzioni disponibili non può non tener conto di un panorama legislativo in continua evoluzione, fatto di regole che spesso di scavalcano e non facilitano le scelte".

24 Maggio 2012

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