I laboratori privati si difendono : “Mancano reagenti e non forniscono codici, basta pregiudizi”
Marchione afferma quindi che i laboratori privati sono stati “messi nelle condizioni di non avere i materiali per i test, ci hanno imposto una tariffa che è incapiente per i costi che noi sopportiamo, siamo frustrati nel non riuscire a fornire ai cittadini l'efficienza che ci caratterizza quotidianamente. E ora dobbiamo anche sentirci dire che è colpa nostra".
Marchione snocciola quindi le criticità riscontrate in questi giorni, a partire dall'approvvigionamento dei materiali necessari per effettuare i test antigenici. “I fornitori ce li consegnano con il contagocce perché'la maggior parte dei test sono a disposizione della struttura guidata dal commissario Domenico Arcuri che li distribuisce sul territorio nazionale. Per questo noi con le prenotazioni siamo fermi al 9 novembre. Non possiamo aprire ulteriormente le agende perché' non sappiamo se avremo i reagenti. Poi c’è l'aspetto che riguarda l'organizzazione del prelievo dei tamponi, che non può avvenire in concomitanza con il prelievo del sangue o altri esami. Nel nostro centro, per esempio, li effettuiamo soltanto tra le 12 e le 14, quando la sala d'attesa è libera da altri pazienti, in modo da evitare assembramenti. Più di un certo numero di appuntamenti al giorno non si possono fare”.
Infine, continua Marchione, “c'è il problema dei codici che LazioCrea deve rilasciarci e che noi dobbiamo comunicare ai sistemi informativi. Io ho il policlinico Umberto I come struttura per i test, loro mi dicono che non possono prendere i nostri campioni senza il codice di riferimento, altrimenti non riescono a identificarlo. Ancora oggi questi codici io non li ho. Quindi ho proposto di organizzare una riunione operativa per superare le criticità riscontrate durante la formazione degli opeatori all'utilizzo della piattaforma Recup-Covid”.
Per Marchione, dunque, “i problemi che devono affrontare i laboratori privati del Lazio sono tanti ed evidenti. Avere pregiudizi sul nostro lavoro è una cosa che non accettiamo”.
23 Ottobre 2020
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