Afghanistan. Foad Aodi (Amsi): “Solidarietà a Msf. Strage di medici e civili annienta la cooperazione internazionale”

Afghanistan. Foad Aodi (Amsi): “Solidarietà a Msf. Strage di medici e civili annienta la cooperazione internazionale”

Afghanistan. Foad Aodi (Amsi): “Solidarietà a Msf. Strage di medici e civili annienta la cooperazione internazionale”
Così il presidente dell'Associazione dei medici di origine straniera in Italia è intervenuto sul caso dell'ospedale afghano di Kunduz bombardato dalla Nato. "Come associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia lanciamo il nostro appello a Renzi perché rilanci la cooperazione internazionale considerando una priorità la tutela dei medici e degli operatori sanitari che lavorano nei Paesi a rischio".  

"Siamo vicini ai membri dello staff di Medici Senza Frontiere (Msf) ed al resto dei civili che hanno perso la vita nei bombardamenti che hanno colpito l'ospedale di Kunduz. Ancora una volta a cadere sono gli angeli della Sanità che lavorano con fatica in tutto il mondo per salvare le vittime delle guerre".
Questo il messaggio di solidarietà di Foad Aodi, Presidente dell'Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) e delle comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) che segue la strage di venerdì in Afghanistan.
 
Un ospedale afghano è rimasto chiuso per i bombardamenti Nato contro i talebani nella città settentrionale di Kunduz con un ammontare di 22 morti e 37 feriti tra civili e medici di Msf.  "Si continua a morire in Afghanistan, e si continua a morire anche in Siria, Libia ed Iraq. Non c'è luce per uscire dal tunnel che sembra condurci ad una terza guerra mondiale – prosegue Aodi -. Il nostro dolore è un dolore profondo che si estende a tutte le guerre del Medio Oriente. La situazione in Libia si sta aggravando, sono stati più di 650 i feriti, più di 1000 i morti, tra i quali molti sono medici. Come associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia lanciamo il nostro appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi perché rilanci la cooperazione internazionale considerando una priorità la tutela dei medici e degli operatori sanitari che lavorano nei Paesi a rischio".  

05 Ottobre 2015

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