Etica in sanità. Nasce l’Ispe. “Meno corruzione vuol dire meno tagli ai cittadini”

Etica in sanità. Nasce l’Ispe. “Meno corruzione vuol dire meno tagli ai cittadini”

Etica in sanità. Nasce l’Ispe. “Meno corruzione vuol dire meno tagli ai cittadini”
Presentato oggi a Roma l’Istituto per la promozione dell'etica in sanità. Vuole essere uno strumento per restituire l’etica ai cittadini, in particolare ai più giovani, in un settore che è da tempo tra quelli più esposti al rischio di corruzione. Macchia: "Responsabilizzare gli operatori per dare efficienza nel sistema".

In tempi di corruzione diffusa, quali strumenti usare per parlare di Etica ai professionisti della Sanità? E come si può dare valore concreto al senso etico? In particolare, il settore della Sanità è da tempo tra quelli maggiormente esposti al rischio di corruzione, da un lato perché si tratta di uno dei settori più rilevanti in termini di spesa pubblica, dall’altro perché rispetto ad altri settori è caratterizzata da una spesa meno rigida, in quanto particolarmente segnata dagli acquisti di beni e servizi. Restituire l’etica ai cittadini, in particolare ai giovani, è l’intento dal quale è nato l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità (Ispe). Stamattina a Roma presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio, si è tenuta la 1° Assise Nazionale sull’Etica di Sanità Pubblica, promossa dall’Ispe-Sanità.

“Crediamo che una più evidente consapevolezza dell’etica e della responsabilità in ciascun operatore ad ogni livello dell’organizzazione sanitaria possa concorrere all’efficienza del sistema più di qualsiasi riforma – sostengono i fondatori – passiamo dunque dal solo agire sugli effetti (crimini, inefficienze, sprechi, ecc) a concentrarci invece sulla causa che li genera: la scarsa risonanza di valori etici negli individui e nelle organizzazioni sanitarie. Perché, per noi, l’assenza di etica è assenza di valore ma anche, altrettanto bene, privazione di senso”.
Perciò, è il momento di agire e di dare un senso, un valore all’azione. Promuovere o ristabilire un comportamento etico nella professione sanitaria significa, per Ispe-Sanità, promuovere o ristabilire un rapporto di fiducia tra medico e paziente, tra ASL e Regioni, tra industria e medici, tra i servizi erogati dalla Sanità e i cittadini che ne usufruiscono.

E come si può parlare di etica ai professionisti della Sanità? Come si può dare valore al senso etico? Non basta evocare “potenza e bellezza” dei principii, serve piuttosto un articolato percorso di “Information Translation” dell’Etica e della trasparenza nel proporre e nell’agire.
Un lavoro che Ispe-Sanità svilupperà su 3 piani tra loro complementari:
• la ricerca sui costi della non eticità in Sanità con l'obiettivo di far emergere le criticità, sensibilizzare alla problematica e definire le priorità;
• un'azione di lobbying finalizzata a promuovere una legislazione favorevole alla valorizzazione dei comportamenti etici;
• la formazione, o meglio il coaching, per aumentare il livello di sensibilità etica nei singoli operatori in Sanità.

In altre parole, “noi di Ispe-Sanità – hanno spiegato i fondatori – siamo convinti che si possa fare leva sui valori più profondi della responsabilità e della passione professionale per richiamare il singolo all’ascolto della propria coscienza personale: quella voce interiore che indirizza ogni essere umano a fare il bene che può con le risorse morali che possiede nell’ambiente in cui opera. In tal modo, si possono creare ‘isole di integrità’ gratificanti per chi vi partecipa”. “Noi non chiediamo loro da dove vengano, i valori che hanno. Piuttosto – hanno aggiunto – ci chiediamo come dare o restituire forma e senso ai valori, quali patrimonio affidabile per la comunità tutta. Attraverso le moderne tecniche motivazionali del coaching, l’approccio sarà quello dell’ingaggio e successiva contaminazione positiva (change management), partendo da un numero inizialmente limitato di Asl pilota e facendone Unità Produttive di Senso Etico, altrimenti dette, Sorgenti d’Integrità”.

Dare forza all’etica, dunque. Perché secondo le convinzioni dell’Istituto, niente è più persuasivo di una morale in atto, che agisce senza nessun tipo di proclamazione astratta.
 


Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

23 Gennaio 2013

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