Dottoressa Moccia che valutazione dà del successo che stanno ottenendo le offerte di prestazioni sanitarie che si trovano sul web a prezzi scontati? Siamo di fronte ad una svendita della sanità?
Non si sta svendendo la sanità. Dobbiamo ricordare che dietro ogni strategia commerciale ci può essere quella di offrire una prestazione sottocosto. Chiaro poi che bisogna stare attenti quando si parla di salute, ma quello deve avvenire sempre. Certo è che questo fenomeno segnala anche la necessità di una riflessione del Ministero e delle Regioni sui costi del Servizio sanitario nazionale.
C’è un pericolo di sicurezza e di qualità delle offerte per i consumatori?
I cittadini non sono tanto sprovveduti quanto si pensa, basta fare un giro su facebook e vedere come i consumatori discutono, commentano e si confrontano quotidianamente sulle offerte per avere informazioni. Poi è chiaro che se l’offerta è di un’azienda accreditata l’utente si sentirà maggiormente tutelato. I consumatori, in ogni caso, sanno che sono di fronte ad offerte promozionali.
Quindi nessun rischio?
In ogni attività commerciale ci sono i pro e i contro e bisogna capire che chi va su questi gruppi d’acquisto esercita una pressione collettiva che potrà avere effetti positivi o negativi. Fino a che non ci verrà dimostrato che non c’è sicurezza e qualità per noi è un’opportunità positiva e la bilancia del nostro giudizio pende da questa parte. In ogni caso voglio ricordare che le offerte sono proposte da professionisti iscritti all’Ordine dei medici e da strutture accreditate con il Ssn e avvenendo il pagamento on line sono assolutamente tracciabili. Quindi, se ci fosse un problema sulla qualità o sulla sicurezza o di poca trasparenza finanziaria dovrebbero risolverlo gli organi preposti, come del resto già viene fatto per ogni tipo di prestazione.
Nessun pericolo, ma in ogni caso questo boom di acquisti on line segnala un cambio di abitudini
Il pericolo e la nostra preoccupazione è per i cittadini che vedono come lo smantellamento del servizio pubblico non fa altro che aumentare la loro spesa privata. Il servizio odontoiatrico, per esempio, quasi non esiste nel pubblico e se se si presenta quindi una possibilità di accesso ad un privato professionista a tariffe contenute, noi siamo favorevoli. È evidente che noi invitiamo sempre i consumatori a prestare attenzione e segnalare ogni possibile anomalia, ma allo stesso modo giudichiamo positivamente queste nuove opportunità soprattutto per quei servizi di salute a basso costo che sempre meno il servizio sanitario pubblico riesce a garantire. È chiaro che non inviteremmo mai un consumatore a comprarsi un’operazione al cuore on line, sarebbe assurdo.