Suicidio medicalmente assistito. In Emilia-Romagna al via il confronto su pdl in Commissione Salute

Suicidio medicalmente assistito. In Emilia-Romagna al via il confronto su pdl in Commissione Salute

Suicidio medicalmente assistito. In Emilia-Romagna al via il confronto su pdl in Commissione Salute

Iter aperto con l’audizione dei rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, promotori del progetto di legge di iniziativa popolare, e la scelta come testo base del progetto di legge regionale di Pd, Avs, Civici e M5S. Alice Parma (Pd) relatrice di maggioranza, Nicola Marcello (FdI) di minoranza.

Con l’audizione dei rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, promotori del progetto di legge di iniziativa popolare, e la scelta come testo base del progetto di legge regionale di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle, la commissione Sanità del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha iniziato la propria attività in merito alle proposte di leggi sul suicidio assistito.

Una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale riferisce come Matteo Mainardi, membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, abbia puntualizzato come “tre anni di attesa dalla presentazione della proposta di iniziativa popolare siano troppi, visto che si tratta di uno strumento democratico. Tre anni, talvolta, superano le aspettative di vita di una persona e i malati e le loro famiglie chiedono allo Stato e alla Regione di non essere lasciati soli nel momento più difficile. La Corte costituzionale ha individuato condizioni precise per la morte volontaria, quali condizioni irreversibili del malato, sofferenza fisica e psicologica, parere dell’organo etico competente, oltre all’attuazione urgente dei tempi. L’iniziativa popolare, sostenuta da migliaia di cittadini, non può essere recuperata solo quando la politica decide di intervenire sulla materia. Nel frattempo, il quadro è cambiato alla luce della sentenza della Corte costituzionale e l’auspicio è che il testo 2663, con le dovute modifiche, sia un buon punto di partenza per la discussione e che possa raccogliere testimone della proposta di legge popolare. Per una persona malata la presa in carico deve essere sollecita e le tempistiche devono essere compatibili con le condizioni fisiche per garantirne la dignità”.

Pierfrancesco Bresciani, membro del gruppo legale dell’Associazione Coscioni, ha aggiunto che il testo della proposta di iniziativa popolare “era molto sintetico e faceva riferimento alle condizioni di accesso. La maggior parte dei principi è stata confermata dalla sentenza della Corte costituzionale. La sentenza non ha escluso la possibilità che la Regine garantisca le tempistiche, ha escluso la scansione perentoria delle fasi. Dell’impostazione originale restano due elementi: l’estensione delle tempistiche, che non può essere limitata all’accertamento ma deve comprendere l’erogazione della prestazione; la garanzia delle tempistiche può essere più intensa, dando un termine di massima per la stima delle valutazioni”.

Su proposta di Paolo Trande (Avs) la commissione ha scelto come testo base per il proseguo dei propri lavori quello presentato da Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle a cui è stato abbinato il testo di iniziativa popolare. A favore dell’abbinamento hanno votato i rappresentanti del centrosinistra, contro Valentina Castaldini (FI), mentre non hanno partecipato al voto i consiglieri di Fratelli d’Italia. Alice Parma (Pd) è stata indicata come relatrice di maggioranza mentre, come relatore di minoranza è stato indicato Nicola Marcello (FdI).

Il progetto di legge della maggioranza è a prima firma Paolo Trande (Avs) e sottoscritto anche da Alice Parma (Pd), Giovanni Gordini (Civici), Vincenzo Paldino (Civici), Lorenzo Casadei (M5 Stelle), Simona Larghetti (Avs) e Paolo Calvano (Pd).

L’obiettivo della proposta di legge
L’obiettivo della proposta di legge è regolamentare l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili, garantendo piena attuazione, equità di accesso e medesime condizioni a tutti i pazienti emiliano-romagnoli che presentino i requisiti che rendono non punibile l’aiuto al suicidio, come da sentenze della Corte costituzionale.

15 Giugno 2026

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