Accessibilità. A Salerno il 29 maggio un evento Fiaba-Federsanità a 30 anni dalla legge 13 sulle barriere architettoniche

Accessibilità. A Salerno il 29 maggio un evento Fiaba-Federsanità a 30 anni dalla legge 13 sulle barriere architettoniche

Accessibilità. A Salerno il 29 maggio un evento Fiaba-Federsanità a 30 anni dalla legge 13 sulle barriere architettoniche
Accessibilità, visitabilita e adattabilità. Questo il tema conduttore dell’incontro al quale parteciperanno rappresntanti delle Istituzioni regionali e di Federsanità. I termini disabilità e barriere architettoniche sono usati nello stesso contesto quando si parla di mobilità e di difficoltà, temporanee o permanenti, che limitino la capacità di movimento di una persona. L'accessibilità rappresenta invece un indice di civiltà per ogni Paese. IL PROGRAMMA

A trent’anni dalla promulgazione della legge 13 del 1989, con la quale per la prima volta nel nostro Paese sono stati previsti concreti percorsi per abbattere le barriere architettoniche in strutture pubbliche e private, Federsanita Anci e Fiaba onlus hanno organizzato a Salerno, il 29 maggio prossimo, presso la sede della Provincia, un evento in cui sarà fatta una disamina delle cose fatte e delle iniziative da intraprendere.

“Accessibilità, visitabilita e adattabilità: la Total Quality per la persona con disabilità” è il tema conduttore dell’incontro al quale parteciperanno, tra gli altri, oltre il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’Assessore Regionale alle politiche Sociali Lucia Fortino, la Presidente di Federsanità Anci Tiziana Frittelli, il Commissario Straordinario Asl Salerno Mario Iervolino, il Presidente Anci Campania Domenico Tuccillo, rappresentanti degli ordini professionali degli Ingegneri ed Architetti.

“Una barriera architettonica, per definizione, è qualsiasi elemento che limiti o impedisca ad una persona disabile di utilizzare uno spazio o accedere ad un servizio. In Italia – ha detto Tiziana Frittelli presidente di Federsanità Anci – esistono un gran numero di norme  che, anche rifacendosi alla normativa internazionale, sanciscono l’obbligo sia per i pubblici che per i privati di abbattere tali barriere. Si tratta di una normativa che non sempre è attuata. Esistono poi tutta una serie di barriere invisibili, anche di origine culturale, molto più difficili da abbattere e contro le quali non si fa certamente abbastanza”.
 
Nel linguaggio corrente sono spesso utilizzati tre termini strettamente collegati tra loro. I primi due sono  disabilità e barriere architettoniche, usati nello stesso contesto quando si parla di mobilità e di difficoltà, temporanee o permanenti, che limitino la capacità di movimento di una persona. La Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2006, ratificata dal Parlamento italiano nel 2009, identifica con precisione la disabilità come “il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri”.


Il terzo termine fondamentale è accessibilità, che rappresenta un indice di civiltà per ogni Paese che se ne faccia carico attraverso leggi e regolamenti. L’accessibilità identifica e riassume la capacità – e la possibilità – di accedere ad uno spazio, di muoversi liberamente al suo interno e di usufruire di servizi in maniera indipendente, al pari delle persone che non hanno limitazioni.

Teresa Bonacci
Ufficio Stampa Federsanità ANCI 

13 Maggio 2019

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